
Lamezia Terme – Nella serata conclusiva della sesta edizione di Trame – festival sui libri di mafia, particolarmente interessante e degno di nota è stato l’incontro con Gabriella Ebano, fotografa professionista che ha dedicato la sua vita al sociale, e che in tale occasione ha presentato “Insieme a Felicia. Il coraggio nella voce delle donne” un regalo che l’autrice ha inteso fare a Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, per il centenario della sua nascita. A condurre l’incontro è stato il giornalista Arcangelo Badolati il quale anch’esso, di recente, si è trovato ad affrontare tematiche che riguardano le donne di mafia con la sua ultima pubblicazione #iodamorenonmuoio. Alcuni frammenti del libro della Ebano, strutturato prevalentemente sotto forma di interviste, sono stati oggetto di lettura da parte di Carmelo Galati, l’attore che nel film 2016 “Felicia Impastato” ha interpretato su rai1 la parte di Giovanni, fratello di Peppino.

Felicia Impastato è stata una donna forte, che non si è mai arresa e che ha sempre combattuto la mafia con l’obiettivo costante di cercare i mandanti dell’omicidio del figlio. “Felicia Impastato aveva chiesto giustizia da oltre 20 anni – legge Carmelo Galati nelle parole del magistrato Franca Imbergamo – Aveva resistito allo Stato che voleva occultare la verità e aveva resistito a Tano Badalamenti”. Una mamma accogliente col prossimo, con l’immagine di chi cerca giustizia non solo per se stessa ma per il mondo intero. “In Felicia Impastato c’era il seme della dignità” – si legge ancora. L’autrice del libro racconta di una donna che non ha mai scelto la strada della vendetta, donna di forte integrità morale e ben lontana da qualsivoglia stereotipo. “È stato l’incontro più bello della mia vita, quello con Felicia, una donna diventata per me maestra di vita – dice Gabriella Ebano – Felicia ha trasformato il suo dolore estremo in fierezza, attraverso cui ottenere giustizia”. “Felicia ha trasformato la sua casa – afferma inoltre Badolati – facendola diventare il contrario di un ambiente di mafia”. Felicia infatti aveva lasciato detto a Giovanni “Questa casa deve rimanere aperta”, ed è proprio così che nasce ‘Casa Memoria’ cogliendo in pieno la sua volontà.
Il libro si compone, dunque, di un insieme di interviste che l’autrice ha nel tempo realizzato, stando a stretto contatto con Felicia Impastato, scavando una conoscenza che sarà motivo di enorme arricchimento, e piena di sentimenti diversi. Nella seconda parte del libro, Gabriella Ebano che appare a tratti commossa nel raccontare queste storie ha invece inserito numerose figure femminili che sono passate alla storia per il loro coraggio, per i forti ideali di giustizia che non hanno mai abbandonato, donne mogli di magistrati, servitori dello stato, cinque donne parenti di sindacalisti, ma anche donne mogli e figlie di boss mafiosi che si sono ribellate alla propria famiglia, che hanno rotto il silenzio. Tra queste ultime, figurano nomi quali Michela Buscemi, che in famiglia ha subìto un lutto dopo l’altro, Piera Aiello, moglie di un mafioso e cognata di Rita Atria, altra piccola grande donna che si uccide subito dopo aver saputo della morte di Paolo Borsellino. E come fa notare Arcangelo Badolati “C’è un parallelismo con altre donne calabresi che hanno nello stesso modo combattuto la mafia dall’interno, e tra loro c’è Denise Garofalo che dopo aver perso la madre viene costretta a deporre contro il padre”. L’autrice del libro mostra infine in delle immagini video le grandi donne che hanno lasciato un segno, quelle da prendere da esempio verso il cammino di legalità ancora tutto da rinnovare, poi ricorda alcune immagini durante i vari pellegrinaggi. “La forza delle donne? Ricordo Michela Buscemi portare in spalla Rita Atria ai suoi funerali e ricordo anche che il prete non voleva fare entrare Rita Atria in Chiesa perché morta suicida – dice la Ebano – Felicia diceva sempre che i suoi funerali non li avrebbe voluti nella Chiesa Madre”.
Valeria D'Agostino

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