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Lamezia Terme - Quattro libri sul ruolo e sull’incidenza del fenomeno mafioso in Italia, diffuso e declinato in maniera diversa ma con alcune caratteristiche costanti nelle varie regioni, considerando in particolare la Calabria, la Puglia, l’Emilia Romagna.  A discutere i loro lavori con Filippo Veltri, nel duplice ruolo di coordinatore e autore di “La Calabria 2.0”, sono Sabrina Pignedoli, con il suo “Operazione Aemilia. Come una cosca di ‘Ndrangheta si è insediata al Nord”,  Andrea Apollonio, con “Storia della Sacra Corona Unita. Ascesa e declino di una mafia anomala”, Isaia Sales, autore di “Storia dell’Italia mafiosa. Perché le mafie hanno avuto successo”. 

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“Le mafie sono forti perché entrano in relazione – dice Sales – e non sono un fenomeno esclusivo del Mezzogiorno”. Una relazione che le porta a interfacciarsi non solo fra loro ma direttamente con il potere, politico ed economico, piuttosto che entrarvi in contrapposizione come è per altri fenomeni delinquenziali. Fa eccezione a questo assioma, secondo Apolloni, la Sacra Corona Unita, che a questa ragione sicuramente deve il suo declino. Fortissima al contrario la ‘ndrangheta, che addirittura ha esportato, attraverso i flussi migratori, la propria organizzazione in altre zone d’Italia e del mondo. Ma non ovunque, e c’è un perché. “Non è importante solo l’offerta criminale, è importante la domanda”. - aggiunge ancora Sales. E’ il caso dell’Emilia, raccontato dalla Pignedoli, cronista de “Il Resto del Carlino”, oggetto di minacce per essersi occupata del Processo Aemilia, un processo di ‘ndrangheta che ha visto pesantemente coinvolto il mondo della politica e dell’imprenditoria edile emiliana, eppure secondo la Pignadoli l’opinione pubblica continua a pensare alla mafia come a “un fatto di calabresi” o addirittura “un’invenzione dei giornalisti”, ed è convinta che la faccenda si sia risolta definitivamente con la fine del processo. In realtà molti dei personaggi indagati per mafia sono ancora al loro posto. E gli imprenditori, in Emilia come nella Calabria raccontata da Veltri, continuano tranquillamente a fare affari con le cosche, in un sistema che si nutre di denaro, traffici, clientelismo.

Giulia De Sensi

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