
Rossano (Cosenza)- Il Codex Purpureus Rossanensis, antico evangeliario greco, riconosciuto nei giorni scorsi Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, sarà riportato nel museo diocesano di Rossano entro i primi mesi del prossimo anno. Lo ha annunciato, nel corso di un incontro con i giornalisti, l'arcivescovo della diocesi Rossano-Cariati, monsignor Giuseppe Satriano. "Il testo sacro - ha detto monsignor Satriano - che è un coagulo di storia e di arte è al momento a Roma all'Istituto centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario dove lo stanno restaurando, i lavori sono quasi ultimati, per poi essere riportato, in un'apposita teca in fase di realizzazione, nel Museo Diocesano di Rossano".
Il Codex Purpureus Rossanensis è un evangeliario risalente al V-VI secolo dopo Cristo e contenente tutto il testo del Vangelo di Matteo e quello di Marco, tranne gli ultimi sei versetti. Molto affascinanti sono le 15 tavole miniate, che rappresentano scene della vita di Gesù e riportano alcune parabole. Venne denominato Purpureus perchè i fogli di cui è composto sono di pergamena realizzata con pelle di agnellino, intinto nella porpora, perciò di colore rosso. All'incontro era presente, tra gli altri, il sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, che ha espresso soddisfazione per aver ottenuto il riconoscimento da parte dell'Unesco per il Codex ed ha ribadito la collaborazione con monsignor Satriano per realizzare quanto necessario alla valorizzazione e promulgazione di un "monumento vivente - ha detto Antoniotti - che con il riconoscimento dei giorni scorsi ha ricevuto un dono per sè e per tutto il territorio". Monsignor Satriano ha annunciato, inoltre, che sarà costituito un Comitato d'onore permanente che si occuperà della valorizzazione nel tempo del testo sacro.
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