
Riceviamo e pubblichiamo
Catanzaro, 8 febbraio - Oggi 08 febbraio 2013, i Custodi Giudiziari Autorizzati dalla Provincia di Catanzaro, Fusto Salvatore, Lamezia; GA.GE. s.r.l., Soverato; Iozzo Antonio, Chiaravalle C.le; Maiolo Antonio, Chiaravalle C.le; Scalise Giovanni, S. Maria di Catanzaro; F.lli Buccafuri s.n.c, Lamezia; Orlando Antonio, Falerna; Sport Carrozzeria di F.lli Talarico s.n.c, Lamezia; Vatrano Salvatore, Borgia; tutti aderenti all’A.S.C.A. (Associazione Soccoritori e Custodi Autorizzati), Presieduta da Antonio Macrì, hanno organizzato un sit-in in Piazza Prefettura a Catanzaro. Ai custodi Catanzaresi si sono affiancati in segno di solidarietà una rappresentanza dei colleghi delle Provincie di Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria,
Il corteo di circa 30 Carro-attrezzi, partito da Lamezia Terme direzione Catanzaro, ha creato dei forti rallentamenti sulla SS 280, è al centro della città capoluogo. Giunti davanti all’Ufficio Territoriale del Governo, una rappresentanza dei custodi è stata ricevuta in Prefettura, nell’incontro il Presidente Antonio Macrì ha consegnato al Vice Prefetto Vicario Dott. Osvaldo CACCURI, una lettera, dove si chiede che venga creato un tavolo di confronto tra l’Amministrazione e l’organizzazione allo scopo di risolvere le problematiche del territorio. Alla comunicazione sono stati allegati una serie di documenti che avvalorano le richieste dei custodi.
Il Dott. Cuccari, affiancato dal Capo di Gabinetto, del Prefetto, nonché Dirigente dell’Ufficio Depenalizzazione Dott. Pitaro hanno dato garanzie per una risoluzione del problema. Da mesi l’ASCA chiede al Prefetto un adeguamento delle Tariffe di Custodia per i veicoli sottoposti a sequestro e/o fermo Amministrativo. Nel mese di novembre quando la Prefettura ha emanato un avviso per la ricognizione delle ditte interessata a svolgere detto servizio, i soci ASCA, hanno contestato l’avviso sia per i requisiti richiesti sia per le tariffe non rimunerative per le responsabilità e i rischi concernenti l’attività svolta.

Non avendo avuto nessun riscontro alle richieste dal 1° gennaio u.s., le ditte si sono autosospese e non ritirando i veicoli sequestrati amministrativamente. Ad oggi la Prefettura di Catanzaro, che ha fatto un quesito al Ministero dell’Interno a giugno 2012, non ha voluto recepire le richieste dell’ASCA. Infatti la provincia di Catanzaro oggi sta pagando per un’autovettura, una tariffa Giornaliera di €.0,66 centesimi al giorno per la custodia di un’autovettura, e €. 44,76 a km illimitati per il trasporto.
Dette tariffe contrastano totalmente con le tariffe adottate dal Ministero delle Finanze e comunicate al Ministero dell’Interno ed allo stesso ministero della Giustizia , in data 28 marzo 2000 relativamente ai veicoli oggetto di sequestro e confisca. Le quali disponevano che dal 1 gennaio 2000 venivano corrisposte per i motoveicoli e ciclomotori, per i primi novanta giorni lire 3000 (1,55) e 1900 (0,98) per il periodo successivo; per autoveicoli, per i primi novanta giorni lire 4000 (2,97) e lire 2500 (1,29) per il periodo successivo; per autocarri per i primi novanta giorni lire 5000 (2,58) e lire 3200 (1,65) per il periodo successivo. Inoltre nel Decreto della Prefettura di Catanzaro, non si è tenuto conto delle tariffe predisposte dal Ministero dell’Interno di concerto con l’Agenzia del Demanio per le spese di custodia a seguito di sequestro amministrativo e stabilite dal bando di gara per l’individuazione del custode acquirente ai sensi dell’art. 214 bis codice della strada, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 8 ottobre 2004 n. 237. Il capitolato tecnico prevede infatti una tariffa giornaliera di euro 3,00 per i veicoli di massa fino a 1,5 tonnellate e euro 5,00 per i veicoli di massa da 1,5, a 3,5, tonnellate. Con un diritto di Uscita, Recupero è €. 2,50 al km.
Oltre al corrispettivo non congruo con le spese sostenute per il mantenimento dei mezzi sequestrati, si aggiunge il ritardo dei pagamenti, che a volte si allunga anche di anni. Dove la ditta in seguito all’emissione della fattura, è tenuto anche ad anticipare le tasse allo Stato, per le somme non percepite. In questo momento di crisi, i custodi si trovano a non poter sostenere le spese di gestione delle proprie attività, con il rischio di dover licenziare dipendenti o addirittura chiudere l’attività. Nel caso in cui non si trovasse in accordo equo a breve termine, le ditte chiederanno al Prefetto di trasferire le vetture custodite dalle ditte in altri luoghi.
A.S.C.A.
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