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Catanzaro, 17 aprile - "E' con particolare piacere che la settimana scorsa ho partecipato all'inaugurazione del nuovo tratto di Statale 106 Jonica, compreso tra gli svincoli di Squillace e Roccelletta di Borgia". Lo afferma in una nota il presidente di Confindustria di Catanzaro, Giuseppe Gatto. "Nonostante da decenni - aggiunge - come classe imprenditoriale denunciamo ritardi ed abbandoni dal punto di vista infrastrutturale, in quest'ultimo periodo, in effetti, constatiamo una rinnovata attenzione da parte delle Istituzioni e della Politica, con una positiva ricaduta, auspichiamo, per l'intero tessuto economico calabrese. Tuttavia tale compiacimento è fortemente moderato dalla amara constatazione che tali opere viarie siano state realizzate grazie alle anticipazioni finanziarie di imprese locali - affidatarie dirette ed effettive esecutrici delle opere - nonché delle decine di piccole imprese di costruzione subappaltatrici e dalle centinaia di aziende fornitrici di materiali che oggi rischiano il fallimento per 'eccesso di credito'. Questa drammatica situazione si inquadra in un contesto nel quale lo Stato è percepito come nemico delle imprese e dei cittadini al pari di molti General Contractor, divenuti di fatto, meri enti economico-finanziari-contabili e che, molto spesso, stipulano contratti vessatori con le nostre imprese".

"Nonostante - prosegue Gatto - le forti prese di posizione, di Ance e della locale Camera di Commercio, inoltre, nessun riscontro hanno avuto i richiami all'Anas per assolvere con maggiore responsabilità il proprio ruolo di sorveglianza giuridico-amministrativo nei confronti degli stessi General Contractor e sull'intera procedura, consentendo il perpetuarsi di atteggiamenti predominanti, con la conseguenza tragica, visibile a tutti, di ulteriore depauperamento del tessuto produttivo locale. Si rende, pertanto, urgente e non più differibile un immediato intervento da parte delle Istituzioni tutte, ma in particolare di quelle a noi territorialmente più vicine, affinché, si ergano finalmente a protagoniste, ponendo in essere quanto necessario per far cessare tutte quelle storture, perpetrate nei confronti della nostra terra e che stanno provocando la scomparsa delle imprese a l'azzeramento di centinaia di posti di lavoro". "E' il momento - conclude - di comprendere effettivamente se lo Stato è davvero vicino alle imprese ed ai cittadini o se, al contrario, rappresenta un'entità estranea alle problematiche reali della gente ed alla tenuta dignitosa di un tessuto sociale ed economico, ormai devastato".

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