Salta al contenuto principale

 corruzione-indagine-2013.jpg

Rende - Dai risultati di un “focus” a campione realizzato dall'Istituto Demoskopika in collaborazione con la Banca di credito cooperativo Mediocrati si evince che nove imprenditori su dieci l’89,7% ritengono il fenomeno corruzione come “uno dei principali problemi nel nostro Paese”, mentre solo il 9,5 è in disaccordo con tale affermazione. Non c'è solo la recessione, dunque, ad agire da freno sulle performance del mondo dell'impresa. Per l'80% degli intervistati, la prassi di chiedere o accettare tangenti da parte dei funzionari pubblici, infatti, è “abbastanza/molto” diffusa. Problema più avvertito tra le imprese dei servizi con l'86,2%, seguite con valori simili da quelle agricole (79,4%) e del commercio (79,3%). La maggioranza degli imprenditori (56,2%) ritiene che la corruzione e l'abuso di posizioni di potere per scopi personali siano più diffusi tra i politici nazionali, regionali e locali e tra funzionari che gestiscono gli appalti pubblici (55,9%). Seguono a distanza, nella graduatoria delle categorie più corrotte, i funzionari pubblici che rilasciano i permessi a costruire e, in generale, le autorizzazioni per lo svolgimento di attività di servizi e commerciali (17%) e quanti lavorano nella sanità (12,9%). L'8,8% degli imprenditori intervistati, evidenzia il sondaggio, dichiara di essere stato vittima di corruzione negli ultimi 12 mesi. Una condizione che vede circa 15 mila operatori economici che avrebbero ricevuto richieste estorsive o di mazzette e tangenti. Ad essere bersagliati sono principalmente i comparti edile e dei servizi, rispettivamente con il 13,2% e 13%, seguiti subito dopo dagli imprenditori agricoli (11,7%), mentre le percentuali minori riguardano le imprese commerciali (2,4%) e dell'industria (8,7%). Sul banco degli accusati c'è, poi, il legame politica-affari. A bussare a tangenti, secondo i risultati del focus, sono soprattutto funzionari che gestiscono gli appalti pubblici (26,1%) e politici (17%), seguiti con percentuali inferiori da esponenti delle forze dell'ordine (11,4%) e da soggetti che si occupano del rilascio di concessioni edilizie e di permessi per lo svolgimento di altre attività economiche e commerciali (11,4%). Per il 45,8% degli imprenditori si tratta di ''dazioni'' per velocizzare la pratica, mentre per il 33,3% di tangenti finalizzate a ricevere in cambio un servizio o un beneficio. E, infine, solo per l'8,3% per evitare problemi. Un reato su due riguarda truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche. I casi del genere aumentano del 61% dal 2004 e raggiungono il picco massimo nel 2006, passando da 1.511 a 2.440 per poi scendere al livello minimo nel 2009 a 1.114 e attestarsi dopo un leggero aumento a 1.377 nel 2010. Segue l'abuso d'ufficio con il 28,1% e l'indebita percezione a danno dello Stato, con il 7,5%.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.