
Reggio Calabria - “Troppo spesso alla disperazione della malattia si aggiunge la difficoltà burocratica per l’ottenimento dei propri diritti, che incide in maniera drammatica su soggetti già fragili”. E’ sintetizzabile in questa frase del presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, il senso del programma di comunicazione nazionale “Patologie oncologiche e invalidanti – Quello che è importante sapere per le lavoratrici e i lavoratori”. Il progetto è organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dall’Ufficio della consigliera nazionale di Parità, e si sta svolgendo in tutta Italia attraverso la diffusione capillare di un opuscolo informativo e convegni di sensibilizzazione, coordinati delle segretarie regionali e provinciali di Parità in collaborazione con le associazioni di volontariato e i sindacati.
L’affermazione di Raffa, infatti, è stata fatta in occasione dell’incontro che si è svolto lunedì alla Provincia di Reggio Calabria organizzato dalla segretaria provinciale di Parità Daniela De Blasio, che ne ha introdotto i lavori, dopo la proiezione dello spot nazionale del progetto. Ai saluti del presidente Raffa e dell’assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Eduardo Lamberti Castronuovo. “E’ necessario intervenire non per elemosina civile, ma per appianare quella differenza che c’è con gli altri lavoratori” ha detto Tommasina Lucchetti: “Sappiamo quanto le patologie oncologiche incidano sul lavoro di chi è ammalato, ma anche su chi gli vive a fianco, molto spesso le donne, generalmente coloro che sono chiamate a occuparsi della cura dei malati. Oggi le garanzie sono aumentate, i procedimenti sono stati snelliti, e il nostro compito è quello di arrivare maggiormente alle donne, farlo sapere a loro”. “L’organizzazione lavorativa deve essere capace di includere il lavoratore al suo stesso interno”, ha affermato il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli, Titty Siciliano. Insieme a lei, a margine però dell’incontro, sono intervenuti anche Michele Puntoriere, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell’Ao reggina e il responsabile Risorse umane Antonio Vegliante.
Sull’aspetto più pratico dell’assistenza al malato, sia in fase di terapia, sia in fase terminale, è poi intervenuta Paola Serranò, oncologa responsabile dell’Unità operativa di Cure palliative dell’Asp di Reggio Calabria, che ha prima di tutto fatto un’analisi sull’incidenza dei tumori nelle comunità occidentali e sui fattori di rischio, per affermare poi che “i malati vogliono continuare a lavorare, ma la chemioterapia comporta delle problematiche che vanno adeguatamente seguite e curate. Sono persone che hanno bisogno di sentirsi guidate in un percorso e di essere considerate importanti fino all’ultimo momento di vita”. “Il paziente oncologico ha il diritto di ritrovare la salute, ma ha anche il diritto al lavoro e al pieno recupero del ruolo sociale in cui si esplica direttamente la sua personalità, evitando l’emarginazione lavorativa e personale” le ha fatto eco Rosalba Mallamo, in rappresentanza della Cisl e del previsto intervento del segretario generale provinciale Domenico Serranò. Ad entrare nel vivo dell’atteggiamento che si deve assumere nei confronti del lavoratore affetto da patologia oncologica e invalidante, è stato il presidente di Confprofessioni Calabria Massimiliano Tavella che ha illustrato l’approccio dell’organizzazione da lui rappresentata in fase di contrattazione. Tavella ha trattato gli aspetti tecnici richiamando la legislazione di settore e chiarendo quanto previsto dal CCNL degli studi professionali in particolare sul periodo di comporto riguardante i lavoratori affetti da patologie oncologiche. Prima di concludere Tavella ha affermato che “Chi ha di più deve dare di più, anche quando si tratta di salute. E’ una questione culturale, oltre che di legge e Confprofessioni si è sempre dimostrata sensibile verso tale problematica”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA