
Lamezia Terme, 24 settembre - “L’Asi ha voluto promuovere questo corso di bioarchitettura per offrire una importante occasione di studio a professionisti di tutta Italia. L’area studiata è stata quella industriale della Piana lametina che è al centro della Calabria e di tutto il Mediterraneo. Il ‘master plan’ che è il prodotto finale del corso, lancia delle idee innovative per la riqualificazione dell’area in ogni suo aspetto”. Così Luigi Luigi Muraca, presidente del consorzio industriale di San Pietro Lametino, l’area ex Sir oggi “Area Benedetto XVI” adibita ad insediamenti produttivi che è una delle più vaste del Meridione d’Italia. Muraca, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nei locali dell’Asi di Lamezia, questa mattina ha presentato gli esperti internazionali e i corsisti che hanno dato vita al corso di bioarchitettura condotto in collaborazione con il “Laboratorio di bioarchitettura Onlus” di Bologna. Presenti anche i partecipanti al percorso formativo, tutti giovani professionisti provenienti da tutto il Paese che hanno pagato per poter usufruire di questa importante occasione.

A curare il corso per conto dell’Asi è stato l’ingegnere Giovanni Renda che ha collaborato con una triade di esperti di gran fama composta da Wittifrida Mitterer, Gerhard Hauber e Joachim Ebie. Muraca ha evidenziato che “l’area, per le sue peculiarità, si presta a molteplici interventi che possono incentivare sviluppo e occupazione. L’obiettivo del corso e quindi del ‘master plan’ è quello di creare un nuovo paesaggio e quindi nuove relazioni in un territorio ecosostenibile. Questo – ha concluso Muraca – è il nuovo modo di concepire industria, turismo e produzione in relazione sinergica con la realtà territoriale”. Mitterer e Hauber si sono detti soddisfatti del lavoro svolto ed hanno ribadito che col ‘master plan’ sono stati ideati degli interventi per creare un sistema ecologicamente sano, in relazione con le specificità territoriali. I corsisti, a turno, si sono avvicendati al tavolo della presidenza per spiegare i vari progetti di intervento. Innanzitutto è stato riletto il territorio, poi è stata pensata la rigenerazione del paesaggio attraverso un elemento che è “fondativo”, cioè l’acqua. Esperti e corsisti hanno rimarcato che il ‘master plan’ ha un valore sociale, ambientale ed estetico perché mette insieme degli elementi che si intersecano e che possono creare grande ricchezza economica, sociale e culturale.

Nel corso della presentazione del ‘master plan’ si è parlato di permacultura, delle aziende esistenti nell’area, della darsena che si potrebbe costruire, della qualità della vita nelle vicinanze dell’acqua che nella zona è presente in maniera significativa. E poi, ancora, è stato pensato il distretto energetico attraverso il sistema eolico, solare e la geotermia. Progettato anche un ‘ecovillaggio’, fatto di nuovi insediamenti immersi nel verde. Nuove idee con un comune denominatore, ovvero le tecnologie ecologiche che fanno riferimento ai fondamentali fattori della biocompatibilità e dell’ecosostenibilità.
Maria Scaramuzzino
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