
Lamezia Terme - “Beni culturali ecclesiastici, tutela e protezione tra presente e futuro” è il titolo del ciclo di conferenze che l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno promosso, a livello regionale, in collaborazione con le Conferenze Episcopali Regionali, le Diocesi e le articolazioni del Ministero per i beni e le attività culturali, al fine di rafforzare la cultura della tutela e la sensibilità nella salvaguardia di uno dei più importanti settori del patrimonio culturale nazionale: quello ecclesiastico. Per la regione Calabria la conferenza si è svolta presso Oasi Bartolomea di Lamezia , dove si sono affrontati una molteplicità di argomenti, primo fra tutti la tutela e la conservazione dei beni culturali ecclesiastici. La Calabria, da quanto emerge dalle stime nazionali, è una delle regioni in cui minori sono i furti dei beni culturali ecclesiastici, ma maggiore e sempre sul campo è l’unità di crisi, a causa delle calamità naturali che in una regione come la Calabria sono “all’ordine del giorno”, sia dal punto di vista dei terremoti che dal punto di vista idro-geologico. Come afferma il maggiore Carmine Gesualdo, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza: “La percentuale di beni culturali detenuti dalla chiesa è elevatissima, si parla dell’80/85 % sulla complessità dei beni culturali presenti in Italia, se poi consideriamo che il patrimonio culturale italiano a livello mondiale è detenuto per il 40% circa, ci rendiamo conto che stiamo parlando di dati importantissimi – aggiunge - per quanto riguarda la Calabria abbiamo dei dati confortanti per i furti nei luoghi ecclesiastici e nelle chiese, perché sono bassissimi, abbiamo un trend nettamente positivo con dati a livello nazionale sicuramente tra i migliori, cosa che ci fa anche pensare a degli aspetti sociologici che possono essere veramente tenuti in considerazione, perché nel 2018 abbiamo soltanto la commissione di due furti in tutta la Calabria, cosa che nel resto d’Italia invece è molto più preoccupante”.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della pluriennale collaborazione tra CEI e Mibact e nell’alveo della sinergia che, allo stesso modo, caratterizza l’operato delle Soprintendenze, degli Uffici diocesani per i beni culturali e l’edilizia di culto e delle articolazioni territoriali del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Come precisa l’Ingegnere Paolo Martino, Direttore Regionale dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della CEC: “La tutela è qualcosa di talmente importante che già la stessa costituzione se ne è occupata all’articolo 9 e all’articolo 117 di tutela dei beni storici artistici della nazione. I beni culturali ecclesiastici rappresentano in Italia 80% dei beni artistici presenti su tutto il territorio nazionale, che significa un numero impressionante. Le responsabilità anche in Calabria sono notevoli, se pensiamo che già sono state catalogate dalle diocesi 101mila pezzi di beni mobili artistici, mobili significa solo quelli rimovibili, oltre questi sono presenti tutti i beni ecclesiastici architettonici, gli edifici ecclesiastici che sono i contenitori di questo enorme patrimonio, gli archivi storici che hanno quasi 5milioni di beni conservati e le stesse biblioteche i cui libri storici sono un patrimonio incredibile – e soffermandosi sull’importanza della tutela afferma - la tutela è pertanto uno degli impegni insieme alla valorizzazione e alla salvaguardia e alla fruibilità, la tutela si fa con tanta prevenzione, con tanto impegno, con una grande concertazione con lo stato, oggi è un momento importante di concertazione, con il nucleo difesa del patrimonio artistico, guidato dal Maggiore Gesualdo, con il ministero, dai sovrintendenti, sono momenti di lavoro serio e importanti, che proiettano il nostro patrimonio nel modo migliore possibile verso il futuro”.

Il dottor Salvatore Patamia, Segretario Regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Calabria precisa: “Oggi è un’occasione importante per mettere a confronto i vari attori che sono impegnato nel settore dei beni culturali, partendo dalla prevenzione, alla tutela, alla conservazione. Noi siamo, come ministero in prima linea, abbiamo tanto lavoro da fare, ma queste sono occasioni importanti per progettare anche per il futuro – aggiunge – la tutela è alla base di tutto, si parte da questa per poi passare a tutti gli altri passaggi, dalla conservazione, al restauro alla promozione e valorizzazione”. La tutela, quindi, come cardine fondamentale per guardare ai beni culturali ecclesiastici sia al presente che in vista del futuro, in un settore come sottolineano a più riprese i relatori “carente di organico, e di mezzi sufficienti per i restauri e la conservazione”.
Presenti all’incontro Monsignor Luigi Renzo, Vescovo Delegato della Conferenza Episcopale Calabra, che ha dato la sua benedizione all’inizio dei lavori; la dottoressa Daniela Vinci; il dottor Mario Pagano, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cosenza funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria; il tenente colonnello Massimo Ribaudo del gruppo dei Carabinieri di Lamezia Terme.
Antonia Butera
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