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Falerna - Dopo essere stato presentato nella prestigiosa Sala Nassiriya del Senato della Repubblica, "Anime sospese nell'ombra – Il carcere visto dall'interno" continua il suo percorso culturale facendo tappa questa sera, 20 luglio, alle ore 19.30, presso il Playa Paradiso di Falerna Marina, in un incontro promosso con il patrocinio del Comune di Falerna e organizzato dall'Associazione Medici Solidali, rappresentata dal dott. Battista Mastroianni. L'opera del sociologo, giornalista e scrittore Francesco Garofalo, costruita sulle testimonianze raccolte e raccontate da Roberto Falvo, assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria, sta registrando un significativo consenso di critica e di pubblico.

Dalle biblioteche comunali alle sedi istituzionali, dai circoli culturali agli incontri promossi dalle amministrazioni locali, il volume - raccontano in una nota - è stato al centro di un confronto sempre vivo, capace di coinvolgere amministratori, operatori penitenziari, rappresentanti del volontariato, studiosi e semplici cittadini. Il valore dell'opera non risiede soltanto nella narrazione di vicende vissute all'interno degli istituti penitenziari, ma soprattutto nella capacità di affrontare temi di grande rilievo sociale, civile e politico: il significato della pena nella società contemporanea, la dignità della persona detenuta, il sovraffollamento carcerario, le dipendenze patologiche, il disagio psichico, la sicurezza, il ruolo della Polizia Penitenziaria e le prospettive della riabilitazione e del reinserimento sociale. Ogni presentazione del volume ha rappresentato qualcosa di più di una semplice promozione editoriale. Si è trasformata in un'occasione di ascolto e di dialogo, nella quale esperienze professionali e sensibilità diverse hanno contribuito ad approfondire il rapporto tra giustizia, legalità e umanità. È proprio questa capacità di suscitare interrogativi, di stimolare nuove consapevolezze e di alimentare una riflessione collettiva che ha reso Anime sospese nell'ombraun'opera apprezzata in numerosi contesti culturali. Come sostiene l'autore, la qualità di un evento culturale non si misura dal numero delle iniziative organizzate, ma dalla capacità di lasciare un segno, di generare domande, di trasmettere valori e di contribuire alla crescita della comunità. Un obiettivo che, tappa dopo tappa, il volume sembra aver raggiunto, grazie anche al contributo di relatori qualificati che hanno arricchito il dibattito con competenze giuridiche, istituzionali, sociali e umane. Anche l'incontro di Falerna si presenta con un programma di alto profilo. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Falerna, avv. Francesco Stella, dell'assessore all'Istruzione e alla Cultura, dott.ssa Maria Vaccaro, del presidente di Medici Solidali, dott. Battista Mastroianni, e del consigliere regionale Marco Polimeni, presidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa, seguiranno gli interventi del sindaco di Lamezia Terme, avv. Mario Murone, del presidente della Croce Rossa del Comprensorio Lametino, avv. Andrea Parise, e della dirigente dell'Ufficio Programmazione del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, dott.ssa Maria Luisa Mendicino. A moderare l'incontro sarà il prof. Eugenio Maria Gallo, saggista e critico letterario, mentre saranno presenti l'autore Francesco Garofalo e Roberto Falvo, le cui testimonianze costituiscono l'ossatura narrativa del volume. L'iniziativa sarà impreziosita anche da un intermezzo musicale curato dal giovane Enrico Nicoletti. In un tempo in cui il dibattito pubblico tende spesso a semplificare fenomeni complessi, appuntamenti come quello di Falerna rappresentano un'opportunità preziosa per affrontare il tema del carcere con equilibrio, competenza e sensibilità, ponendo al centro la persona, la funzione costituzionale della pena e il delicato equilibrio tra sicurezza collettiva, tutela dei diritti e percorsi di riabilitazione. L'incontro si inserisce così in un percorso culturale che continua a raccogliere interesse e partecipazione, confermando come la riflessione sul sistema penitenziario non riguardi soltanto gli addetti ai lavori, ma l'intera società civile.

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