
Lamezia Terme – In attesa del gran finale in compagnia di Amedeo Minghi, che questa sera chiuderà i festeggiamenti in onore di San Pietro e Paolo, il centro di Lamezia Terme, nelle ultime 48 ore, ha già iniziato il suo warm up con l’esibizione dei Controvento e la prima edizione del “Lamezia Talent”, che ieri ha ospitato ben 34 performance di varia natura, tra progetti originali, cover, stand-up e numeri di danza proposti da diverse associazioni del territorio (Calabria Musical Academy, Asd Sporting Center e Dance Village). Un evento, quest’ultimo, abbastanza chiacchierato, che sin dal suo annuncio ha suscitato parecchie perplessità, presto però scardinate da una curiosità che, alla fine, ha favorito la riuscita della manifestazione, seguita da un pubblico abbastanza numeroso (almeno fino a un certo orario).
E il risultato pare abbia convinto l’amministrazione comunale a proseguire su questa strada, portando avanti, magari con maggior consapevolezza, quella che potrebbe diventare una vetrina in più per tutti i talenti, non solo lametini, che già nell’ultimo anno sono riusciti a mettersi in mostra in altre realtà, capaci di riportare, nel loro piccolo, la musica dal vivo nel cuore di Lamezia. Ci sarà molto da lavorare, a partire da una direzione artistica che preveda delle reali scelte, ma intanto vedere un pubblico attento gremire corso Numistrano per le esibizioni di amici, parenti, semplici conoscenti, o magari per trascorrere qualche ora in modo diverso, ha rappresentato un segnale certamente confortante. Tante le performance che hanno animato la serata particolarmente afosa di ieri, alcune anche abbastanza lodevoli, a riprova del fatto che, in Calabria, il talento e la voglia di mettersi in gioco, soprattutto presentando persino materiale originale, non sono affatto assenti. Basta dargli una chance.
E, in tal senso, anche manifestazioni di questo tipo possono rappresentare una possibilità importante. Bisognerà però scegliere che direzione seguire, se provare a creare una variante locale di “X Factor” o de “La Corrida”, ma nel frattempo l’esperimento ha dato i suoi frutti, il che, in una città fino a poco tempo fa avara di tali iniziative, è già una buona notizia. Segnalare le esibizioni più riuscite, in un contesto simile, sarebbe ingiusto, però c’è da dire che la serata di ieri, condotta da Raffaele Bellakioma e Giada Perri, si è fatta anche promotrice di messaggi sociali importanti.

È il caso, in particolare, della performance collettiva della Scuola di Musica “Le Belle Arti”, che ha proposto il brano “22 Volte”, scritto dalla giovanissima Francesca Cristiano e composto da Alessio Caterini. Un pezzo dedicato a uno dei casi di cronaca nera più dolorosi nella storia Lamezia: l’omicidio di Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, i due netturbini assassinati il 24 maggio del 1991, rispettivamente nonno e zio della giovane allieva dell’insegnante Alina Caruso (“Nessuno ha visto, nessuno ha sentito. Nessuno si è alzato a muovere un dito. Nessuno parla più di quella notte, nessuno sente 22 volte bussare la morte”).
Visibilmente soddisfatta, al termine della manifestazione, l’assessore alla Cultura, Annalisa Spinelli, principale artefice di un format prettamente lametino, ma aperto comunque ai talenti dell’intera regione: “Sono molto felice di come sia andata alla fine. Onestamente, non mi aspettavo questa risposta, ma la desideravo, perché ho sempre creduto fosse un'occasione straordinaria per potersi esibire e dunque valorizzare la propria arte, condividendo il proprio talento con la cittadinanza su un palcoscenico straordinario. Si affaccia sul nostro Corso Numistrano, in un'area che in questo momento è anche un'isola pedonale, quindi bellissima, accogliente e illuminata a dovere in occasione della nostra festa patronale. Tra l’altro, in queste 34 esibizioni, non ci sono state solo quelle dei singoli artisti, ma anche di gruppi, quindi le presenze sul nostro palcoscenico erano addirittura superiori e hanno contribuito ad alimentare questa atmosfera di gioia e di festa, che si aggiunge al fervore religioso di questi giorni”.

Aria di festa che, alla fine, potrebbe avere influito anche sulla (non) selezione delle varie proposte: “Mi sono affidata completamente al direttore artistico, Giada Perri, fornendole però una raccomandazione: cercare di essere quanto più possibile inclusiva. La festa, e comunque in genere la nostra società, si caratterizza per essere molto variegata, però questo non significa che ci debbano essere minori possibilità per chi non è a un livello elevato. Il piacere di esibirsi e di cantare deve essere concesso, sostanzialmente, a tutti quelli che ne hanno le capacità, senza penalizzare nessuno, anche perché, nelle varie proposte, è stata rilevata comunque,la possibilità di contribuire al successo globale dell'iniziativa.
Quello che voglio sottolineare è che l'amministrazione cerca sempre di coinvolgere la cittadinanza in maniera tale che possa essere partecipe, anzi protagonista, delle iniziative che vengono realizzate. Ma il “Lamezia Talent” era rivolto a tutta la popolazione calabrese, in realtà, non a caso abbiamo avuto artisti che provengono da Reggio, da Simeri Crichi, da Cosenza, gente che ha riconosciuto questo luogo e questo palcoscenico come un'opportunità. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere e crediamo che iniziative come queste possano contribuire a far sviluppare il senso di comunità e a farci sentire parte di un tutto, in cui il valore di ognuno – conclude Spinelli - è determinante per contribuire alla crescita di tutti”.
Francesco Sacco

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