
Curinga - Si è aperto, con il commosso ricordo delle vittime dell’alluvione che ha colpito il territorio lametino nella notte del 4 ottobre scorso, il convegno “Dopo le alluvioni. Sicurezza dei cittadini e tutela del territorio.” tenutosi ad Acconia di Curinga ed organizzato dai circoli PD unione comuni Monte Contessa. Una ferita ancora vivida per tutto il territorio: Stefania, Christian e Nicolò sono le vittime di un destino beffardo, di una tragedia senza fine in una terra sempre più preda dei capricci del clima e della mancata prevenzione. La Calabria è una regione che vive prettamente di agricoltura e, di fatti, è stato anche e soprattutto il mondo agricolo a pagare uno degli scotti più elevati di questo maltempo. In una nota la Coldiretti Calabria ha quantificato in “100 milioni di euro” i danni che, le intemperie, hanno arrecato al comparto agricolo. Cifre preoccupanti che si abbattono come una scure sull’economia calabrese, già di per sé fragile.
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“Questo incontro non vuole essere assolutamente una passerella politica – ha esordito la coordinatrice dell’incontro Patrizia Maiello, circolo Pd Curinga – ma è stata un’iniziativa fortemente voluta dai circoli del partito democratico dei cinque comuni dell’unione Monte Contessa (Curinga, Jacurso, Maida, San Pietro a Maida e Cortale). “Sono passati sessanta giorni; 60 giorni molto tristi per la vicenda grave avvenuta in questo territorio. La morte di una giovane donna coraggiosa e dei suoi figli che aveva cercato riparo ma che non è riuscita a sopravvivere a quell’alluvione tremenda che ha sconvolto l’intera regione - ha affermato Giuseppe Soriero, componente comitato presidenza SVIMEZ – La forza della memoria e del rispetto nei confronti di tutte quelle persone che hanno perso la vita ci inducono a suscitare una capacità reattiva dei cittadini, dei sindaci delle amministrazioni locali, un rapporto con la regione con i responsabili della protezione civile mobilitando le energie che pongano maggiore attenzione verso il nostro territorio. Una storia tristemente nota quella della Calabria, fatta di tante alluvioni e poi di tante leggi speciali, promosse però sempre dopo le alluvioni, dopo i morti. Bisogna invertire questa tendenza, bisogna prevenire i disastri.”
È l’abusivismo intensivo secondo Luigi Sabatini, direttore Legambiente Calabria, una delle concause dei dissesti idrogeologici: “Siamo pieni di case abusive, chi ha costruito, lo ha fatto senza preoccuparsi se quell’area era o non era a rischio idrogeologico, senza preoccuparsi delle misure cautelative necessarie. La voglia di speculare ha preso il sopravvento.” Ha espresso tutta la sua solidarietà e vicinanza ai sindaci Carlo Tansi, e ha inoltre sottolineato l’estrema ed assoluta necessità di aggiornare i piani di emergenza “Voglio ringraziare tutti i sindaci che sono l’anello debole di una catena complessa. Sono i primi responsabili di protezione civile a livello comunale quindi, se succede qualcosa, se muore qualcuno, il sindaco purtroppo è il primo indagato. Per evitare ciò deve mettersi in regola con i piani di protezione civile, di emergenza. I piani di protezione sono una cosa seria.”

Fondamentale anche per Tansi è, ovviamente, la prevenzione “Bisogna eliminare i materiali in eccesso dai letti dei fiumi, bisogna trovare un modo per pulirli. Ci sono delle precise responsabilità. I fiumi sono di varie proprietà, ve ne stanno alcuni, come il Turrina ad esempio, che appartengono al demanio idrico regionale e quindi è la regione stessa che deve occuparsene.” Ha poi concluso l’intervento ricordando la sospensione dalla Protezione Civile che gli è stata inflitta: “Sono mortificato. È assurdo che a soli due giorni dalla scadenza del mio mandato mi viene sottratto quello che ho costruito in tre anni e che vorrei continuare a costruire perché corro il rischio di non poter partecipare all’altra selezione. Non è giusto, non è giusto anche perché in passato, nella regione Calabria, ci sono state persone che sono state arrestate, sono state in carcere e a loro non hanno dato neanche un giorno di sospensione. Sono stato trattato come un delinquente e non credo di averlo meritato.” Sono intervenuti inoltre l’assessore all’ambiente del comune di Cortale Danilo Sfollato, Giuseppe Macrì, presidente Ordine degli Architetti Provincia di Catanzaro e Francesco Talarico, Consorzio di Bonifica Tirreno catanzarese. Hanno preso parte all’evento la CIA Calabria Centro, la Confagricoltura di Catanzaro, la Coldiretti ed i sindaci dell’unione dei comuni di Monte Contessa.
Alessia Raso

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