
Lamezia Terme - Magnetismo, verve e un grande carisma al servizio della trasmissione del sapere: queste e molte altre le qualità che hanno contraddistinto l’opera di Natale Proto, architetto, docente e storico dell’arte, cui oggi è stata intitolata una via nel quartiere Savutano, accuratamente diserbata dalla cooperativa Malgradotutto, in una zona in cui le strade portano già i grandi nomi dell’arte italiana cui Proto aveva dedicato la propria vita, pure senza assolutamente tralasciare lo studio dei manufatti di questo territorio.
Un territorio al quale non apparteneva per nascita ma che aveva adottato e fatto suo con amore spassionato, formando intere generazioni di giovani e lasciando una traccia indelebile nelle coscienze di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltare le sue impressionanti lezioni al Liceo Classico “Francesco Fiorentino”.

“Quando si è seminato bene, nascono fiori”, dice a questo proposito Tommaso Colloca, presidente dell’associazione che porta il suo nome e che ha promosso l’iniziativa. Per l’occasione viene da lui annunciata anche la vittoria del bando regionale per la cultura 2018 che porterà alla realizzazione fra giugno ed agosto prossimi di una mostra sulla pittura del ‘700 in Calabria, con opere del conterraneo Francesco Colelli, nonché azioni finalizzate alla riapertura prossima del Castello Normanno Svevo di cui la stessa associazione si farà promotrice.
“Perché bisogna fare in modo che la cultura diventi azione”, ribadisce il professor Augusto Leone citando Natale Proto, in uno dei numerosi interventi che hanno animato la manifestazione cui erano presenti, con evidente commozione, la professoressa Cimino, vedova dello scomparso docente, con il figlio Amedeo.

Fra i presenti molti colleghi di Proto, ad esempio il professor Bruno Bagalà che con lui ha condiviso la creazione del Museo Diocesano, uno dei più rappresentativi in Calabria, e il professor Mario Panarello, che ricorda con lui “ore di conversazione su argomenti d’arte”. Ma soprattutto numerosissimi gli ex allievi, di tutte le età, come l’avvocato Scaramuzzino e l’avvocato Mascaro, che ricorda: “La dedicazione di questa via è un atto doveroso per un grande uomo. E ciò che da solo riesce a fare un grande uomo, a volte non riesce a farlo una comunità intera di uomini. Dunque ora che lui non c’è dovremo tutti fare di più.”
Giulia De Sensi
© RIPRODUZIONE RISERVATA