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presepe-bella-4.jpgFoto degli Igers Lamezia

Lamezia Terme - Venerdì 28 dicembre per le strade del quartiere Bella si è tenuto l’appuntamento con il presepe vivente animato dai bambini della parrocchia della Beata Vergine Maria, coadiuvati dal parroco don Aldo Figliuzzi, dai catechisti e dai ragazzi della comunità. Il percorso ha attraversato le vie del quartiere storico, ogni tappa, all’interno di stanze al piano terra e magazzini concessi con disponibilità dai residenti, restituiva una scenetta tratta dal Vangelo dell’Avvento, i giorni che preparano al Natale. L’annuncio a Maria, sbigottita eppure così certa del suo sì pronunciato in grazia e fiducia; Giuseppe in confusione, le mani ad arruffare i pensieri tra i capelli, il sonno disturbato fino all’apparizione dell’angelo del conforto, “non temere”, questa la parola che segna l’attesa di quei giorni. E ancora Giuseppe e Maria alla ricerca di un tetto per far nascere il bambino santo, le lavandaie, i falegnami, il forno, fino alla grotta che accoglie il Messia, qui ancora minuscolo fragile adagiato su uno squarcio di mangiatoia, gli angeli festanti ai lati a immergere gli spettatori in un tintinnio all’unisono, mentre pastori annunciano che la salvezza si è fatta pane nel tabernacolo.

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Colpisce il numero di concittadini accorsi tra quelle strade, l’attitudine dei bambini a rappresentare la storia come se gli appartenesse da sempre, loro che conoscono le parole ma non ancora fino in fondo il nome di chi li ha rivelate, gli adulti che gli sfilano davanti e che a volte invece la temono quella storia, troppo incentrata sull’incomprensibile gesto di un Dio fattosi creatura inerme. E loro, i piccoli, interpreti nuovi, li chiamano a riflettere e a fermarsi, perché certo il mondo è cambiato ma alla fine quell’eccomi sono qua del bambino nato per la salvezza degli uomini non basta mai. Un giorno ha cambiato il mondo con un vagito soltanto. Del resto non c’è nulla di più affascinante della sensibilità dei bambini, soltanto loro possono comprendere, in un momento soltanto, senza pensarci su, e per quelle strade in quegli anfratti di magazzini divenuti per una sera scenari evangelici, vedono la gente andare di qua e di là, mentre loro stanno fermi, accovacciati o intenti a rappresentare, e così adorano in un luogo senza tempo quell’istante eterno.

Pasquale Allegro

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