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Serrastretta - Il museo della Civiltà Contadina ed Artigiana di Serrastretta, museo comunale e gestito dalla Pro Loco di Serrastretta, ha aderito alla prima giornata regionale musei di Calabria. L’iniziativa della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore Maria Francesca Corigliano, che ha istituito ufficialmente la “Giornata dei Musei di Calabria” per ogni ultimo sabato di novembre, è stata favorevolmente accolta dalla Pro Loco di Serrastretta che provvederà ad aprire il museo dalle ore 17,00 alle 20,00 del 24 novembre 2018. Il Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana di Serrastretta è una realtà culturale che racconta, attraverso l’esposizione di oggetti umili, manufatti, arnesi e scorci autentici la storia di una comunità montana dedita al lavoro.

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All’interno del museo viene rappresentata la principale peculiarità di Serrastretta, ovvero la lavorazione artigianale del legno, come naturale declinazione del territorio ricco di boschi di faggio e castagno. Si tratta di un’arte consolidatasi nel tempo, soprattutto nel costruire sedie di qualità, che ha regalato a Serrastretta il titolo di “capitale meridionale della sedia”. Infatti, l’artigianato del legno, con particolare inclinazione verso la costruzione delle sedie, risale al secolo XVIII dove vi sono delle testimonianze di onorificenze attribuite ad artigiani serrastrettesi e la costituzione di cooperative ed organizzazioni, già a partire dal XIX secolo. Ambiente centrale di questa sezione espositiva è la bottega della sedia, all'interno della quale viene riproposta l'intera filiera produttiva (taglio, assemblaggio e impagliatura del prodotto). All’antico mestiere de “u seggiaru”, specializzato dunque nella realizzazione della sedia, si affianca quello de “u fhaligname”, preposto invece alla lavorazione del legno più in generale. Sigillo di qualità di entrambi i mestieri è il tramandarsi di questo 'saper fare' da padre in figlio e dalla gestione interamente a carattere familiare.

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La seconda sezione del museo (il vivere e l’abitare) è costituita dall'insieme degli spazi domestici in cui convergevano la maggior parte delle dinamiche quotidiane. Dai piani posti al piano terra o nei seminterrati, adibiti solitamente al ricovero degli animali e degli attrezzi, nel Museo convertiti ad ambienti contadini, viene riproposta nei piani superiori “a cambera e mangiare”, dove ciascun arredo è creato su misura, e la camera da letto che solitamente accoglieva tutta la famiglia, dai più grandi ai bambini. Agli usi domestici più comuni, si affiancano anche gli spazi da lavoro, sopratutto per le instancabili donne di casa. Degne di particolare menzione sono gli antichi mestieri femminili rappresentati dalla produzione di manufatti al telaio, tombolo, uncinetto e ricami vari che accompagnano la tipica lavorazione della ginestra.

Ciascuno spazio è stato allestito con arredi e beni autentici e originali, appartenenti ad una famiglia nobiliare di fine ottocento. Lo stesso Palazzo Pingitore, di epoca ottocentesco, oggi completamente ristrutturato per iniziativa Comunale, sede ospitante di tutte le ambientazioni del Museo, ne è un pregevole esempio. Negli ambienti museali, la cultura popolare serrastrettese è presentata in un susseguirsi di animazioni di tutto ciò che è esposto: “u seggiaru e u fhalegname” ritornano in bottega per mostrare l'abilità che ancora conservano nelle mani, la donna siede nuovamente al telaio per continuare a filare tessuti di grande pregio o per preparare a dota per il prossimo matrimonio della figlia, l'anziana si trattiene nelle viuzze per raccontare i fatti e le tradizioni popolari  o ancora amici e familiari si ritrovano a mettere in scena il rito del fidanzamento e del matrimonio. “Al carattere conservativo e divulgativo, si affianca una missione educativa” affermano in una nota. Il Museo ospita anche laboratori didattici-formativi destinati alle scuole di ogni ordine e grado, ai gruppi e alle famiglie.

Il museo, infine, è in continuo arricchimento. Nel mese di agosto del 2018 è stato completato e presentato al pubblico un orologio a contrappeso risalente alla fine dell’800 che sino alla metà degli anni ’50 scandiva le ore dal campanile delle chiese matrice di Serrastretta. Il maestro che lo ha realizzato era un artigiano serrastrettese noto in tutto il territorio per l’abilità di fabbro e meccanico, imparata nella storica fucina Ferdinandea di Mongiana.

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