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maria_arcieri_d23ae_3802d_63ae8_c7abf_6cf7d_0f295_41338_e9bd8_d1e69_33fc3.jpgAmbientato a Hollywood, colorato nei costumi, originali e molto gucciani, siamo negli anni 60. Dedicato a Sharon Tate moglie di Roman Polanski barbaramente uccisa dai seguaci di Charles Manson, criminale statunitense. “C'era una volta a… Hollywood” è un film che ripensi più volte nell arco della settimana. Che amerai se sei cresciuto nell era dei telefilm e della televisione. Che penserai a come Brad Pitt sia notevolmente migliorato in fascino e bravura, alla perfezione scenica di Al Pacino come sempre e alla simpatia viziosa e viziata di Leonardo di Caprio nella sua interpretazione. Alla bellezza svampita dell’attrice testimonial di Chanel, Margot Robbie, (meglio non potevano scegliere) e alla straordinaria originalità del regista che ringraziamo per aver cambiato alcuni passaggi inquietanti della storia realmente accaduta e di aver amato Walt Disney per l'happy end. In cui Rick è il cavaliere Cliff il suo scudiero e Sharon Tate la principessa del castello

Una storia vera trasformata sapientemente dal regista che a momenti rallenta l attenzione nei dialoghi ma quando preme l’ acceleratore, lascia incantati i migliori critici d’America per le citazioni e il mix di cultura cinematografica. In questo film che da un capolavoro della pellicola di Sergio Leone prende spunto il titolo, chi non era tarantiniano lo diventerà e chi non era cresciuto conoscendo il movimento dei figli dei fiori, Summer Love, capirà perché non hanno avuto seguaci. Tutto nasce da una critica musicale ai Beatles.

 

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