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Di quest’estate, cosa ci ricorderemo. A iniziare da qualcosa come il sacrificio, la mancanza di vitamina d, per la costrizione di non poter scendere a mare per  il mare sporco e il costo dei lettini.  Cosa resterà? Solo queste briciole di vacanza? Non per tutti. I proprietari di case a mare avranno festeggiato per il risparmio in termini di costi e di stress, come anche i proprietari di barche. In quanto molto è cambiato e tanto altro ancora cambierà. In termini di mentalità. Forse inizierà il percorso europeo barra mondiale che introdurrà nel nostro pc mentale solo le due settimane di villeggiatura e non i mesi. (Era ora!). Ma in sostanza, quali saranno le prossime priorità nei mesi estivi per i prossimi anni.  Sicuramente, come consiglio in termini di salute, è opportuno non abolire l’amata opzione del mare, e introdurre la scelta della montagna o del viaggio che sono più attuali e interessanti anche per interrompere la solita routine vacanziera. Ergo, nella migliore delle ipotesi il viaggio ha valenza ovunque e di qualsiasi durata in quanto sarà rigenerante per disintossicarsi dai soliti volti, abitudini e altro. E il continente di cui facciamo parte insegna che le ferie dovrebbero essere spalmate durante tutto l’anno e non solo in due mesi caotici e dalle temperature infernali (in senso letterale).

Anche perché ormai erano diventati infiniti e tediosi i giorni estivi che a lungo andare si erano trasformati in una monotona abitudine feriale. Se poi decidi di aggiungere un po’ di ozio, di riflessione, e di meditazione, sarebbe meglio   per debellare lo stress in modo differente. E magari iniziare anche a volersi più bene cancellando definitivamente l’ abitudine dei soliti lunghi periodi a mare. Anche perché ormai non appartengono più a queste generazioni. E iniziare attivamente a fare parte dell’Europa con questo nuovo spirito. La pandemia non doveva insegnare un modus vivendi, mentre la crisi di questi anni lo ha fatto in maniera silente e pregnante. Rimane il dato che è meglio prenotare un viaggio che stagnare per mesi sotto l’ombrellone a guardare gli stessi faccioni dei vicini di lettino pensando “Stessa spiaggia stesso mare stesse facce” dove non puoi neanche portare il pranzo da casa.

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