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C’è chi si fa accompagnare dai genitori all’asilo e alla scuola elementare. Fin qui tutto normale. Poi c’è chi prosegue fino all’Esame di Stato e chi ha bisogno di avere il genitore accanto all’università o ai colloqui di lavoro. E si inizia a pensare il motivo. E lascio a voi il conteggio degli anni. Poi ci sono gli insegnanti e aspiranti docenti che mano nella mano con mammina e papino vanno nei centri per conseguire le certificazioni. La loro età varia dai 23 in su. Non solo. Si continua in alcuni casi, ai concorsi, o per scegliere la copertina della pergamena di laurea.

Negli anni 50’ le maestre delle scuole elementari andavano nei paesini a insegnare come mia zia Gina con 60 alunni, anche perché  miei nonni dovevano crescere altri 10 figli che poi si sarebbero arruolati o laureati. Sempre da soli e sole. Poi cosa è successo alle generazioni successive? E se fosse rimasto in vigore l’obbligatorietà del servizio militare? Oggi forse andrebbero con i genitori in trincea.  Della serie: “Papino porta le armi che mamma pensa a portare le munizioni nel paniere  con la merenda.” Una signora raccontò anni fa che il figlio viveva al piano di sopra con la moglie e lei piangeva dalla disperazione. Per la lontananza e per la moglie. E chi ascoltava piangeva per il racconto. Si parla di “adulti “vincolati”, insicuri, alla continua ricerca di riscontri positivi e di approvazione. A iniziare dall’affetto della mamma quando si palesa all’orizzonte la difficoltà a sopportare eventuali fallimenti.

Ma la vita contiene anche questo termine! Non è un reato. E’ normale. In questi tristi casi, però con mammina e papino in ogni occasione si parla di figli dipendenti dai genitori e genitori che dipendono dai figli. E ho detto tutto! (citazione di Peppino De Filippo). E se succede che un trentenne o quarantenne non riesce a essere autosufficiente per realizzarsi da un punto di vista lavorativo, emotivo e di coppia vuol dire che non c’è stato il taglio del cordone ombelicale. Dopo quello della nascita, c’è quello dell’adolescenza. E con l’inserimento della ribellione verso il sistema familiare grazie al legame con gli amici gli si permette di sperimentare una maggiore libertà nelle sfide della vita.Il terzo taglio o “svincolo” del giovane adulto, serve per la maturità.

Ma, c’è sempre un ma. Quando questa presa di coscienza sulla possibile autonomia è bloccata,  le cause sono da ricercare nel rapporto con un genitore. O il più delle volte è proprio lui o lei che non sono pronto a lasciare il figlio verso la sua indipendenza per poter trovare la sua strada. Aggiungi che molti di loro si sentono spaventati dall’idea di restare soli e di sopportare la tristezza per l’allontanamento (i genitori). E aggiungi il tassello che anche da sposati scoraggiano la loro autonomia. E che non nasce sempre da una cattiveria ma è il messaggio che inviano. Della serie: Non penso tu possa farcela da solo! E di conseguenza questa categoria di giovani adulti pemette a papini e mammine intromissioni influenze e critiche nella loro vita. Anche per   le relazioni che le fanno sembrare dimostrazioni di interesse e affetto. Ma che in realtà alimentano solo la loro dipendenza. E si tratta anche di situazioni successe negli anni 50’ dove decidevano il partito da sposare. E oggi si trovano in cima alle famiglie disfunzionali doc. Oppure frequenti un uomo di 50 anni che telefona 10 volte al giorno a mammina con accanto fidanzata o moglie. Da film horror!! O ascolti donne che litigano con il marito dopo anni di matrimonio e ritornano a casa dei genitori. O peggio che litigano nei locali per ubriachezza e chiamano super-papino Batman….

C’è di tutto!

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