
Non mi devo/voglio confessare. E ci fermiamo a pensare. Anni fa c’era la fila. Ora è quasi sempre libero. Si parla del confessionale. La riconciliazione è il sacramento più trascurato. Ma ci siamo chiesti il motivo di questa decisione? Per qualcuno, i preti non hanno tempo. Per altri il rito è stato di fatto quasi soppresso. Per qualcun altro, dal Covid, il vecchio confessionale è stato abbandonato e ci si confessa in casa, nei banchi o all’aperto. In questo modo sembra per molti che si sia tolto al sacramento del perdono una parte dei suoi tratti liturgici e sia diventato un colloquio privato. Naturalmente c’è una fetta di fedeli che ancor si confessa, perché avrà incontrato un sacerdote con pochi impegni e senza un cellulare, e che non ti ascolta non davanti a un altare laterale, ma in uno spazio in cui sono state collocate due sedie. È un non-spazio del sacramento della penitenza, forse l’ultimo atto di una deriva di questo sacramento, sempre meno praticato. Forse il rito della confessione ha perso la sua identità liturgica, senza spazio e gesti specifici e riconoscibili. In sostanza possiamo pensare che il confessionale sia stato abbandonato perché per qualcuno è preferibile parlare a Dio per i propri peccati. (In molti sono convinti che in questo modo lui ti ascolta, perdi meno tempo ed eviti di avere un intermediario). Mentre, prima del Covid, quando si vedeva una persona sull’inginocchiatoio si sapeva che in quel momento, avveniva quel particolare evento: la confessione. Ora ci sono giovani che chiedono cos’è il confessionale. Ma in quello spazio specifico per un rito che è uno dei sette fondamentali della Chiesa cattolica, appunto il sacramento della penitenza. E che non è/non dovrebbe essere un colloquio privato perché il sacerdote ha il potere di perdonare. Ma non è onnisciente. E, inoltre, confessarsi fa lavorare la coscienza, la illumina, la purifica con il rimorso e la orienta a imparare ad amare e a essere riabilitati. Esiste anche una fetta di persone che si sente a posto e difficilmente sente questo bisogno. E sono i peccatori che temeva anche Gesù, in quanto hanno le mani cariche di pietre pronti a scagliarle. E siamo veramente in tanti!
© RIPRODUZIONE RISERVATA