
Gioia Tauro - I sindaci della piana di Gioia Tauro si ritroveranno oggi pomeriggio nel Comune di San Ferdinando per analizzare la situazione venutasi a creare dopo la decisione del Governo di inviare nel porto di Gioia Tauro le armi chimiche sequestrate alla Siria. Un incontro che probabilmente servirà soprattutto a delineare le proposte che il territorio avanzerà domani a Roma in occasione dell'incontro promosso dal premier Letta con tutte le parti interessate all'operazione. All'incontro di oggi, in programma nel pomeriggio nel Municipio di San Ferdinando, è probabile partecipino molti sindaci del reggino e qualcuno anche proveniente dalle province di Vibo Valentia e Catanzaro. La riunione sarà visibile in diretta streaming sul sito https://new.livestream.com/francocufari/sanferdinando.
Tensione ad assemblea sindaci con gente che urla "vergogna"
Tensione all'assemblea dei sindaci della Piana di Gioia Tauro convocata per discutere della vicenda delle armi chimiche siriane che transiteranno dal porto di Gioia Tauro. Dopo i primi interventi dei sindaci in cui, stigmatizzando la mancata informazione avuta dal Governo si evidenziava la necessità di trovare una soluzione, alcuni del pubblico si sono alzati gridando ''vergogna'', e ''vi siete venduti''. Uno dei manifestanti è stato accompagnato fuori dalla sala dai carabinieri. In particolare il manifestante accompagnato fuori è un lavoratore Lsu. Mentre dalla sala si alzavano grida, l'uomo si è avvicinato ai banchi dove sono seduti, oltre ai sindaci, l'assessore regionale ai Trasporti, Luigi Fedele, ed il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, puntando il dito e urlando ''vergogna, vergogna''. Quindi ha iniziato a gridare ''lavoro, lavoro''. Dopo l'interruzione l'assemblea è ripresa. Prima della conclusione sono previsti anche interventi dal pubblico.
Nel documento il "no" all'attracco navi
I sindaci della Piana di Gioia Tauro hanno approvato un documento in cui ''danno mandato ai sindaci di San Ferdinando e Gioia Tauro ad opporsi a questa decisione del Governo nazionale al tavolo ministeriale di martedì 21 gennaio'' relativo al transito delle armi chimiche siriane dal porto di Gioia Tauro. Nel documento approvato al termine di un'assemblea, i sindaci evidenziano che ''nessuna autorità locale è stata preavvertita di ciò, le nostre strutture sanitarie non sono attrezzate a sostenere emergenze straordinarie, il territorio della Piana e dello Stretto di Messina è classificato ad alta pericolosità sismica''. ''Appreso che la nave - prosegue il documento - è stata dirottata su Gioia Tauro perché la Regione Sardegna si è fermamente opposta all'attracco a Cagliari, i sindaci della città degli ulivi dichiarano il proprio fermo no acché queste operazioni avvengano nel nostro territorio''.
Sindaci: "Ministri Lupi e Bonino vengano qui"
I sindaci della Piana di Gioia Tauro hanno invitato i ministri Lupi e Bonino a partecipare ad una riunione in programma mercoledì prossimo convocata per conoscere l'esito dell'incontro a Roma con il premier Letta sulle armi chimiche siriane. La riunione di mercoledì, è scritto nel documento approvato dei sindaci al termine di un'assemblea, è stata fissata per ''recepire le decisioni della riunione di martedì e valutare eventuali iniziative''.
Scopelliti: “Sì in cambio Zes per Gioia Tauro”
"Sì alla nave siriana in cambio della Zona economica speciale per Gioia Tauro - lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti - da almeno sei mesi esiste la proposta approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Calabria dell'istituzione della zona economica speciale a Gioia Tauro. Siccome oggi torna alla ribalta proprio Gioia Tauro, noi chiediamo soltanto che venga istituita la zona economica speciale, che diventi il punto importante in cui il Governo, una volta deliberato, porti questa istanza in sede europea, per avere l'ok a far nascere la zona economica speciale. Non sono soldi; sono soltanto opportunità per il futuro di Gioia Tauro. Significa che il retro porto può diventare una zona economicamente vantaggiosa per le imprese e far nascere qui una grande aerea industriale in cui finalmente si apre una prospettiva seria in termini di sviluppo e di occupazione e quindi di futuro per questa terra. Temiamo la pericolosità di questi contenitori perché è chiaro che grandi rischi non ce ne dovrebbero essere. Vogliamo sentirlo dalla viva voce di coloro che hanno esperienza e che possono supportarci e riferirci in maniera molto chiara su quali sono i rischi a cui può andare incontro la popolazione in modo che noi possiamo tranquillizzare il cittadino. Noi abbiamo ancora margini per opporci a questa scelta. Non rispettare le autonomie locali ed il parere della Regione significherebbe andare incontro ad un conflitto istituzionale che credo non sia neanche corretto, né doveroso. Vorrei ricordare, tra l'altro, che il Governo Letta è ancora in piedi perché i senatori calabresi sono stati i principali artefici della tenuta dell'esecutivo. Meritiamo quindi più che il rispetto da parte dei vertici del Governo".
Arpacal organizza un gruppo lavoro per controlli ambiente
L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal) si organizza in vista delle operazioni di trasbordo che potrebbero impegnare lo scalo portuale di Gioia Tauro al transito di 60 container contenenti 560 tonnellate di armi chimiche. Il direttore generale dell'Arpacal, Sabrina Santagati, ha in primo luogo stabilito un'intesa con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), attraverso il direttore generale, Stefano La Porta, per riuscire ad ufficializzare a favore di Gioia Tauro, nell'eventualità venga confermato il trasbordo dei rifiuti chimici, l'attivazione del sistema pubblico dei controlli ambientali, altrimenti emarginati dal protocollo internazionale stipulato dal Governo. Santagati ha istituito, in stretto raccordo con il direttore scientifico dell'Agenzia, Oscar Ielacqua, un gruppo di lavoro che, preventivamente, ha valutato essenziale avviare le procedure per la misurazione della qualità dell'aria in tutto il periodo di tempo eventualmente previsto dalla delicata operazione di trasbordo. Le aspettative del gruppo di lavoro sono orientate ad andare oltre. "Alla luce delle legittime preoccupazioni sui rischi ambientali - ha dichiarato Santagati - è auspicabile consolidare con l'Autorità portuale un rapporto che, attraverso l'accesso ai dati ambientali, possa favorire in modo costante da parte della nostra agenzia quel presidio degli standard di sicurezza e di tutela dell'ambiente che vede i nostri laboratori specificatamente attrezzati". L'esperienza delle attività portuali potrebbe indicare, infatti, l'opportunità di agire, attraverso un regime di convenzione, per rendere effettiva l'attività di tutela ambientale nel porto strategico di Gioia Tauro.
Ministro Lupi: "Con Letta spiegheremo perchè a Gioia Tauro"
"Sono un po' stupito dalla reazione delle autorità locali - ha aggiunto Lupi - perchè Gioia Tauro è un porto di eccellenza nel panorama dei porti nazionali e internazionali. Dovrebbe quindi essere un riconoscimento. La scelta è caduta su questo porto perché di quelle sostanze chimiche che appartengono alla categoria 6.1 e sono divise - mentre le armi chimiche si hanno quando si uniscono le sostanze e si mette l'esplosivo - Gioia Tauro ne tratta 30 tonnellate l'anno. Qui parliamo di 560 tonnellate e ci sono anche operatori specializzati''. ''Credo sia giusto coinvolgere le autorita' locali - ha concluso - tant'è che domani lo faremo al più alto livello con il presidente del Consiglio. Mi auguro che non si facciano operazioni demagogiche e allarmistiche che non servono a nessuno, ma sminuiscono un'eccellenza italiana. Dovremmo essere orgogliosi di partecipare a un processo di pace e di essere protagonisti di un processo internazionale con l'Onu".
Capigruppo Regione: "Misure straordinarie vigilanza a tutela residenti e ambiente"
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari della Regione Calabria, coordinata dal presidente Francesco Talarico, in relazione all'arsenale chimico siriano in transito a Gioia Tauro, ha "unanimemente chiesto al Governo - è detto in un comunicato - l'adozione di misure di straordinaria vigilanza a tutela delle popolazioni residenti e dell'ambiente". La Conferenza dei Capigruppo, inoltre, ha auspicato "che sin da domani, in occasione dell'incontro a Roma tra la Regione e il Governo, possano giungere alla Calabria indicazioni rassicuranti riguardo tutte le procedure inerenti le operazioni di trasbordo dell'arsenale chimico siriano". Puntualizzando "che l'interlocuzione con le istituzioni locali costituisce un elemento imprescindibile, soprattutto in circostanze cosi delicate", la Conferenza ha sottolineato che "l'area di Gioia Tauro ed il suo porto rappresentano un punto imprescindibile di forza per lo sviluppo del Mezzogiorno e che, pertanto, non possono essere considerate parte residuale del Paese".
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