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Gioia Tauro - Continua la protesta dei sindaci della piana di Gioia Tauro che ribadiscono con forza il loro no all'utilizzo del porto calabrese per l'operazione di trasbordo delle armi chimiche siriane da smaltire, nonostante le rassicurazioni del Governo i sindaci continuano ad essere preoccupati per un’operazione così delicata e pericolosa. Pertanto, i primi cittadini dell’area, si sono ritrovati nel Comune di Gioia Tauro per una riunione a porte chiuse. Dopo aver ascoltato le relazioni dei sindaci di San Ferdinando e Gioia Tauro che hanno partecipato martedì alla riunione a Palazzo Chigi con il premier Enrico Letta, l'assemblea di "Città degli ulivi", dopo un lungo dibattito ha deciso di chiedere la convocazione del Comitato portuale di Gioia Tauro perché prenda posizione sulla vicenda, di chiedere una convocazione urgente del Consiglio regionale della Calabria con un unico punto all'ordine del giorno e di indire una manifestazione di protesta per ribadire il no all'operazione per il primo febbraio alle 10:00 al porto di Gioia Tauro.

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