Lamezia Terme - "Il problema è avere concepito un sistema che è sbagliato ed avere dato la colpa a persone che, in realtà, si conoscono benissimo e ad una moralizzazione che è mancata a livello nazionale". Lo ha detto Giuseppe Civati rispondendo a Lamezia Terme alle domande dei giornalisti circa i ''pasticci'' che stanno accadendo nel Pd in vista dei congressi. "Lo dico - ha aggiunto - non per accusare gli altri. La mia non è una strategia elettorale, ma è un rilevare, strada per strada, casa per casa, che in mezza Italia abbiamo fatto pasticci. Può vincere Cuperlo o Pittelli o Renzi o Civati. L'importante, però, è che vinca perché ci sono degli elettori e non perché se li è portati da casa. Questo è un fatto che riguarda il nostro partito a tutti i livelli, a cominciare da chi lo guida ed ha maggiori responsabilità". "Lo stesso Epifani ieri in una telefonata accalorata - ha concluso Civati - mi dice 'Pippo troviamo una soluzione insieme'. Io sono d'accordo, non gli nego la soluzione, però forse bisognava premurarsi prima di garantire a tutti un congresso più serio".

Ci sono posti con più iscritti che elettori, Questo è doping
"Ci sono posti dove ci sono più iscritti che elettori" ha detto poi Civati aggiungendo come "ci sono situazioni di crescita che non si sono verificati nemmeno quando ci fu l'avanzata del Pci nel Settanta o la vittoria dei grandi partiti di una volta. Sulla vicenda del tesseramento mi dispiace sentire da parte di Matteo Renzi una sottovalutazione del problema e lo stesso Cuperlo che ha toni drammatici e che ha enfatizzato la situazione solo dopo che i congressi erano stati fatti. Siccome si tratta di doping, non vorrei che volesse dire anche che ce ne accorgiamo troppo tardi con un gioco di parole, ovvero che si sottovaluta il problema e che tutto sommato fa comodo vincere i congressi". "A Reggio Calabria - ha proseguito - però hanno frainteso perché io in realtà non ho detto che loro hanno fatto il 300% delle tessere. Il problema è che sono state distribuite quel numero di tessere in molte province italiane con il rischio che queste tessere in bianco fossero utilizzate per usi non proprio del tutto opportuni. Questo è puntualmente accaduto. Io l'ho denunciato e sin dal mio arrivo a Catania tre settimane fa ho chiesto a tutti gli altri candidati di comportarsi nel modo più impeccabile possibile".
In Calabria dopo anni di commissariamento del Pd è ora di dire basta
"In Calabria c'è un problema ulteriore sul quale il livello nazionale ha delle responsabilità micidiali che è la questione del commissariamento”. Ha detto Pippo Civati. "Non si può avere una regione commissariata per anni - ha aggiunto - in cui si succedono commissari diversi, tutti arrivano con le buone intenzioni e poi alla fine sono referenti soprattutto degli equilibri romani. Qui c'è una regione che ha bisogno di riscattarsi, di dare qualità prima di tutto a se stessa attraverso la sua politica. Con i ragazzi e le ragazze che mi accompagnano ed anche con i tanti amministratori io vorrei dare un segnale di questo tipo anche in Calabria. Un segnale che non è elettorale, ma politico".
Sul Sud c'è un pregiudizio che dobbiamo superare
“Sul sud c'è un pregiudizio che dobbiamo superare. Io vengo dal nord - ha detto Civati - e per anni ho fatto opposizione alla Lega e mi sono sorpreso che quel leghismo poi scendesse fino a Roma ed anche più giù come cultura provincialista, rancorosa''. "Sul sud ci sono responsabilità - ha proseguito Civati - che voglio conoscere meglio e capire cosa c'è che funziona e cosa non funziona. Ho una vicinanza culturale e politica con Fabrizio Barca, che sul sud si è molto impegnato. Ci sono dei dati strutturali da approfondire, come la questione dei fondi europei e del capitale umano presente nel sud".
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