Salta al contenuto principale

macri-chiara1.jpg

Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Chiara Macrì, membro della direzione regionale del Partito Democratico, che chiede chiarimenti al Sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, in merito alla sua strategia sul dissesto.
“Ciò che mi ha spinto ad impegnarmi in politica è l’idea che ho della democrazia e della partecipazione. E la convinzione che ciascuno è chiamato a compiere il proprio dovere di cittadino per la salvaguardia e il conseguimento del Bene comune. L’indifferenza, l’egoismo, gli interessi alla fine non portano bene neanche a chi ne è vittima. La nostra città vive un momento davvero difficile: è immobile, in attesa di un giudizio che deve venire e che non sappiamo se porterà all’anno Zero. In tutto questo non riesco a capire l’assordante silenzio dell’Amministrazione, che invece di rassicurare o almeno indicare la strada attraverso cui si pensa di uscire da questa orribile situazione, tace o al massimo comunica iniziative, eventi e mette sul tavolo anche questioni spinose che ridisegnano la città e la vita dei cittadini. Sono passate già tre settimane da quando ho scritto all’Avvocato Ettore Iorio, il quale ha valutato di non rispondere ad una serie di domande che da cittadina di Lamezia Terme gli avevo posto sulla delicata questione del dissesto del Comune. Leggiamo sui giornali di un’imminente convocazione del Consiglio comunale dove l’unico punto all’ordine del giorno è Adesione al piano di riequilibrio finanziario pluriennale, ai sensi degli artt. 243 bis-quater del vigente Dlgs. N 267/2000. Gentile Sindaco cosa significa? Lamezia rientra nel cosiddetto Decreto Salva-Roma? Per come fa notare l’Avvocato Ettore Iorio sull’ormai vetusto articolo apparso sul Sole 24 ore, dove afferma «una novità importante riguarda i Comuni sottoposti alla procedura di dissesto guidato, i cui sindaci sono sanzionabili (art. 6, comma 2 del Dlgs 149/2011) con l’incandidabilità decennale. Questi potranno – a regime – ricorrere alla procedura di riequilibrio e, dunque, proporre entro i successivi 60 giorni il relativo piano di rientro pluriennale, fino a quando non sarà decorso il termine (di 20 giorni) assegnato dal prefetto per l’adozione della deliberazione di dissesto prevista dall’Articolo 246 del Tuel», non rientrerebbe, poiché per il Comune di Lamezia Terme sono trascorsi i 20 giorni assegnati dal prefetto per l’adozione della delibera. Puoi rassicurarci nel merito? Ci sono novità rispetto ai “20 giorni trascorsi”? Poiché nel ricorso presentato dall’Amministrazione alle Sezioni riunite della Corte dei Conti di Roma si chiede di «annullare e/o dichiarare nulli gli atti impugnati, per le ragioni indicate nel ricorso e, per l’effetto, concedere al Comune di Lamezia Terme la possibilità di accedere al piano triennale di salvaguardia degli equilibri di bilancio ex. Art 193 del Tuel ovvero a quello decennale di cui all’art. 243 bis del Tuel» e considerato che si aspetta il 9 di aprile per avere tale responso, perché si chiede ora al consiglio comunale di aderire al piano di riequilibrio finanziario? E cosa significa che si chiede al Consiglio di “aderire”?  Detto piano è già stato formulato o deve essere ancora formulato dalla giunta? Il Consiglio concede una delega in bianco oppure ne prende visione e può eventualmente presentare degli emendamenti? I cittadini di Lamezia Terme possono conoscere i contenuti di detto piano, visto che riguarderà la città e la vita stessa dei cittadini, o ne deve venire a conoscenza dopo l’approvazione? Insomma chiediamo una chiarezza di comunicazione, come quest’Amministrazione usa fare per ogni attività. E a maggior ragione questa è necessaria per la questione del dissesto, che noi tutti scongiuriamo. Crediamo sia moralmente etico e proceduralmente corretto comunicare la strategia che si sta perseguendo, al fine di rendere edotti i cittadini sul proprio futuro e su quella della città.  Infine chiediamo un chiarimento anche sull’ultima sentenza del Tar Calabria rispetto alla questione Irpef. Non leggiamo alcun comunicato ufficiale in merito. Crediamo sia opportuno conoscere le decisioni del Comune a proposito: se avanzerà nuovo ricorso, chiediamo con quali motivazioni, se non lo presenterà e prenderà atto della decisione del Tar, chiediamo di indicare al più presto le aliquote e le relative fasce di reddito (se ancora presenti) al fine di capire quanto si deve versare / essere trattenuto nella prossima dichiarazione dei redditi, se ci saranno conguagli e chi deve versare, se cioè sono previste delle esenzioni per alcune fasce di reddito”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.