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d-ippolito-intervista-1-settembre.jpgLamezia Terme - “Alcuni comitati locali fanno enorme, voluta confusione sull’accorpamento dell’ospedale di Lamezia Terme nell’azienda ospedaliera unica di Catanzaro, avvenuta in base a una recente legge regionale, tanto cara al transfuga politico Tonino Scalzo”. Lo afferma, in una nota, il deputato del Movimento Cinque Stelle Giuseppe D’Ippolito.

“A pochi mesi dalle elazioni regionali - sottolinea il parlamentare - si inventa di tutto pur di raccattare voti, addirittura che l’inclusione dell’ospedale lametino nella predetta azienda ospedaliera sia funzionale, indispensabile alla realizzazione del Polo traumatologico della Calabria”.

“Ricordo – evidenzia l’esponente 5stelle – che il sottosegretario alla Salute del governo Pd-Ncd, Davide Faraone, nell’aprile del 2017 rammentò all’allora deputato interrogante Sebastiano Barbanti, già passato dal Movimento Cinque Stelle al Misto, ad Alternativa libera e infine al Pd, che secondo il decreto ministeriale numero 70/2015, voluto dal ministro dell’epoca, Beatrice Lorenzin, per creare il Polo traumatologico in questione occorre un bacino di utenza tra i 2 e i 4 milioni di abitanti, che la Calabria non raggiunge. In breve, il Polo traumatologico chiesto dai riferiti comitati è stato bloccato da un provvedimento del precedente governo di centrosinistra, che ora tocca a noi rimodulare”.

“Il nostro disegno di legge, presentato al Consiglio regionale nel dicembre del 2016 e sottoscritto da oltre 5mila calabresi, prevede – specifica il deputato M5S – l’istituzione di tre sole delle aziende ospedaliere e di altrettante aziende sanitarie territoriali, rispettivamente una per il nord, una per il centro e una per il sud della Calabria, lasciando al proprio posto l’Azienda ospedaliero-universitaria Mater Domini di Catanzaro, la quale ha sempre goduto di benefici di palazzo e non ha mai garantito l’assistenza che invece doveva. È giunto il momento della verità - conclude il parlamentare 5stelle - e della difesa reale degli interessi dei singoli territori. Dunque, basta con le finzioni e l’uso strumentale dei comitati civici. Lamezia Terme non si può barattare”.

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