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Catanzaro - Pubblichiamo la nota del consigliere comunale Francesco Grandinetti in merito alla situazione politica cittadina e le esternazioni della classe politica catanzarese.

"Lamezia a differenza di altre città importanti come quella di Catanzaro, non riesce a riunire la classe dirigente per condurre  battaglie comuni. Sembra una maledizione, ma la nostra classe politica non riesce ad essere coesa quando deve difendere il territorio. Ne é la dimostrazione oggi che, non appena si sono verificate le condizioni per un'ipotesi di dissesto della città, si sono aperte polemiche e diatribe con le città vicine ed all'interno degli schieramenti politici. Dicevo che sembra una maledizione per Lamezia, infatti quando abbiamo avuto personaggi di spicco della classe dirigente lametina in campo regionale e nazionale, non siamo mai riusciti a vederne benefici, anzi ne abbiamo avuto "negatività". Ne è l'esempio  la soppressione dell'ASL nel 2007 quando avevamo l'assessore alla Sanità e due consiglieri  regionali di maggioranza, (ne avevamo anche uno di minoranza che dopo aver votato contro la soppressione dell'ASL iniziò una battaglia (insieme a noi), tranne poi scordarsene quando diventa presidente del consiglio regionale!). Promesse in campagna elettorale completamente disattese. Vedi i fondi persi della Biofata  dove alla   posa  della "prima pietra" è seguito solo povertà ed abbandono dell'area da parte di chi, parlamentari nazionali, l'avevano posata con grande impatto mediatico e tanta speranza negata  di posti di lavoro per moltissimi giovani. Insomma la maledizione che incombe su questa città è di avere una classe dirigente non  appropriata al ruolo della città stessa. Oggi nella polemica innescata tra Tallini e Panedigrano emerge un fatto sostanziale, che tutto nasce nel momento in cui si evidenzia debolezza della nostra città. Bene abbiamo fatto quindi io e Mario Benincasa a  cercare di non far deliberare  il "dissesto". Speriamo che il dissesto sia scongiurato per tirare fuori dalla  debolezza la nostra Lamezia scongiurando  desideri di eventuali egemonizzazione della nostra città. Nel nostro consiglio ci sono varie correnti  (all'interno dei partiti) incuranti del destino di Lamezia Terme che  pensano solo ai propri personali  interessi politici  sia all'interno della sinistra che  della destra sperando, a volte dichiaratamente, altre volte nel "silenzio assordante" che avvenga il dissesto. Oggi dal mio piccolo faccio un appello alla Corte dei Conti affinché si pronunci al più presto.  Affinché  ci dia immediatamente la  risposta che attendiamo e che insieme ai conti,  guardi effettivamente alla voglia di rimettere apposto le cose all'interno della città con  una maggioranza di 16 consiglieri che ha votato le controdeduzioni e che non vuole assolutamente che si arrivi al peggio per la  nostra Lamezia. Chiediamo alla Corte dei Conti che si pronunci  immediatamente in senso favorevole e qualora non sia in senso favorevole  che lo faccia lo stesso subito perché la nostra città non può vivere nel limbo e deve immediatamente dare delle risposte ai propri concittadini ed alla regione intera. Oggi non è più tempo di battaglia di campanile così come la chiamavano in molti che oggi salgono sul carro della difesa di Lamezia solo perché difendere Lamezia diventa un buon campo  di battaglia per le prossime campagne elettorali. Oggi é tempo di  ragionare con oculatezza ed intelligenza rapportandosi con i tempi. Noi lo abbiamo sempre fatto. Non solo oggi. E con la stessa franchezza di quando facevamo la "battaglia perduta" per la  provincia che avrebbe certamente portato benefici alla nostra città, oggi non possiamo fare a meno di riflettere che quest'aria centrale della Calabria non può che lavorare unita cercando  di farla diventare l'aria più importante della nostra regione.  Ma per fare questo non servono proclami, non servono buone intenzioni, servono  impegni precisi. Con risultati immediati precisi. La città di Catanzaro e la città di Lamezia vogliono dare il via a un area centrale della Calabria? Allora si faccia immediatamente un "consiglio comunale congiunto" nella sala consiliare della Provincia alla pari tra i due consigli comunali dove buttare le basi per la creazione di un'area centrale che sappia difendersi da tutto il resto.  Ciò non può prescindere da una valutazione attenta ed obiettiva delle classi  dirigenti di Catanzaro e Lamezia che sappiano valutare   quali sono le cose che noi chiediamo da sempre e delle quali e  per le quali non abbiamo avuto risposte: facoltà di veterinaria, ospedale, fiera, metropolitana leggera che unisca Lamezia centro con Germaneto ecc.ecc. Sono i punti  da cui partire per verificare se veramente si parla di un'area centrale della Calabria o se invece si tenti come al solito di parlare dell'aria  centrale della Calabria per poi far diventare centrale solo il territorio di Catanzaro. Io che insieme a tanti altri sono fondatore di  un movimento che si chiamava Lameziaprovinciaenonsolo e che oggi si chiama Lameziaenonsolo   che conta di circa 10.000 elettori,  non solo dico che è opportuno, una volta scongiurata la fase di dissesto, partire con il consiglio comunale congiunto, ma che siamo pronti anche a capire i problemi  di una Catanzaro che pur avendo "tante cose" non gode di ottima salute a svantaggio di altre realtà calabresi che invece stanno ogni giorno di più prendendo quotazione. Con l'onestà che impone una scelta  di questo tipo è necessario che dal consiglio comunale congiunto nasca  una commissione che valuti  in che maniera si può realizzare una vera aria  centrale  cercando  di  creare qualcosa che diventi veramente grande e che rispetti  non soltanto le vocazioni originarie delle singole città, ma soprattutto  le potenzialità  che, in un momento difficile della nostra Italia,  i nostri territori possono offrire".

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