
Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota di Francesco Grandinetti per quanto riguarda la politica, i privilegi e i problemi economici della gente comune.
"Alzarsi ogni mattina e sapere che sul tuo conto corrente bancario sono confluiti almeno 500 euro ed incominciare ad inventarsi qualcosa per dire alla gente che esistono é “altra cosa”. Fare grandi conferenze stampe nelle quali raccontare di aver “donato” (con i soldi pubblici) pulmini o dato contributi ad associazioni, ad enti é “ben altra cosa”. Avere autisti che ti aprono lo sportello e ti accompagnano agli uffici dove almeno per le prime ore si consumano i caffè dialogando senza fretta del più e del meno é ben altra cosa. E' ben altra cosa se tutti i privilegi di cui sopra li pagano i cittadini "normali". E' ben altra cosa se li pagano quelli che ogni mattina si alzano e devono pensare a come sbarcare il lunario, a come pagare le tasse dei propri figli alle università, a come pagare la corrente, il gas e ormai in alcuni casi il pane. E’ ben altra cosa la politica che fanno i consiglieri comunali “onesti”, i rappresentanti di associazioni e movimenti, che fanno politica ogni mattina praticamente gratis guardando dal basso e constatando che quelli dei privilegi di cui sopra sono quelli che fanno e disfanno il destino di tutti i cittadini.
I cittadini devono fare le differenze. Non possono fare di tutta l'erba un fascio. Quelli dei privilegi devono andare a casa. Quelli che sono da più lustri ai posti di potere e non hanno fatto niente fino ad ora per la gente comune devono finirla di prendere in giro la gente. Devono finirla di sentirsi baciati da imprimatur divini scordandosi che sono i semplici cittadini che li hanno messi lì. Ed i cittadini devono finirla di sottomettersi per bisogno ai potenti di turno. La gente a breve avrà il problema del cibo, le aziende chiudono, i disoccupati aumentano e “loro” pensano ai congressi, alle scissioni dei partiti a come conservare ancora meglio la loro poltrona. Si, la democrazia e per essa i partiti servono, ma ci vogliono dei limiti precisi. Invece di pensare a come ridare sviluppo con piccole manovre come imporre la riduzione (ed in altra occasione dirò come) degli stipendi ai manager pubblici delle banche e imporre alle banche prima di qualsiasi nuova gratuita erogazione nei loro confronti che riprendano il loro ruolo originario di dare credito alle imprese ed alle famiglie e con ciò ridare impulso all'occupazione, pensano ai congressi, e a come posizionarsi per non perdere ruoli. Invece di pensare a come dare fiato a tutte quelle persone che non riescono più a vivere e sono sull'orlo della disperazione aumentano le tasse di qualche centinaio di euro a persona, tanto cosa vuoi che siano?
Insomma serve una rivoluzione intellettuale e non solo. Serve capire che il lavoro è un diritto non un favore da chiedere al politico di turno. Serve capire che se non si “obbligano” le banche a dare credito alle piccole e medie imprese le uniche aziende che potranno investire sono quelle legate alla malavita, al riciclaggio, al lavoro nero. E’ di qualche giorno fa infatti il caso in cui la magistratura si è fatto carico della crisi valutando con equità e assolvendo due sani imprenditori che non sono riusciti a pagare l’IVA ed i Contributi dei lavoratori. La gente ha bisogno di serenità, di non essere vessata per qualche centinaia di euro da Equitalia, mentre avvengono scandali continui con ruberie dei soliti (vedi MPS) a danno dei più. Per far questo serve che la gente si ribelli e faccia capire che non è più il tempo dei raggiri e questa volta non sarà più supina a guardare la propria fine. Speriamo che ciò avvenga".
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