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Lamezia Terme - Con il rientro degli studenti in classe, il dibattito sull'innovazione tecnologica e sull'evoluzione della didattica si fa sempre più serrato. A intervenire sul tema è l'avvocato Fernando Nucifero, dirigente dell'UDC di Lamezia Terme, che accende i riflettori sulla necessità di governare la rivoluzione digitale attraverso un uso consapevole dell'Intelligenza Artificiale (IA) nelle scuole.L'esponente centrista, da sempre attento alle dinamiche del comparto scolastico e dell'inclusione, evidenzia come l'algoritmo debba essere interpretato esclusivamente come un mezzo a supporto dello studio, e mai come un sostituto del pensiero critico e della sensibilità umana.

“I dati delle recenti indagini nazionali ci dicono che la quasi totalità degli studenti utilizza stabilmente l'Intelligenza Artificiale per i compiti o per lo studio quotidiano”, dichiara l'interlocutore. “Tuttavia, saper interrogare una chat sul proprio smartphone non significa saper valutare criticamente la correttezza della risposta. Il rischio reale è quello di una dipendenza cognitiva che rischia di appiattire l'apprendimento ”.Per il dirigente dell'UDC lametino, i piani d'investimenti ministeriali legati all'IA rappresentano un'opportunità straordinaria, a patto che il docente rimanga il fulcro insostituibile della formazione. “Solo un insegnante in carne e ossa, aggiunge, può guardare negli occhi un alunno e capirne le reali motivazioni emotive o le difficoltà sociali”. Nucifero, poi, si rivolge direttamente alla platea studentesca, invocando una vera e propria alleanza di responsabilità tra i giovani e le nuove tecnologie.

“Agli studenti di Lamezia Terme e di tutto il territorio voglio lanciare un messaggio chiaro: l'Intelligenza Artificiale non deve essere una scorciatoia per evitare lo sforzo cognitivo”, sottolinea il dirigente UDC. Secondo l'esponente centrista, l'uso consapevole da parte dei ragazzi si traduce in azioni concrete e quotidiane: verificare sempre le fonti delle risposte generate, evitare il plagio passivo che annulla l'originalità del pensiero, e soprattutto tutelare la propria privacy, non inserendo mai dati sensibili, compiti personali o informazioni private all'interno dei software. Nucifero, quindi, si sposta sull'equità didattica, riallacciandosi idealmente alle sue battaglie politiche a favore dei docenti di sostegno, come la nota petizione nazionale contro il macero dei libri scolastici invenduti, rimarcando come l'IA, se usata con etica e sotto la supervisione del corpo docente possa rivelarsi un formidabile strumento compensativo e inclusivo per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), i software di sintesi vocale avanzata, la traduzione simultanea e i tutor virtuali personalizzati possono, infatti, abbattere barriere linguistiche e cognitive, garantendo a tutti il diritto allo studio. In conclusione, per il dirigente UDC :"solo un'alleanza forte tra scuola, studenti e famiglie può trasformare l'Intelligenza Artificiale in una vera leva di progresso civile”.

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