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Lamezia Terme - "L’Incendio alla discarica di Pianopoli così come l’incendio nel quartiere Ferrantazzo e quello dello scorso Giugno nell'areaindustriale dimostrano il fallimento dei sistemi di sicurezza e di controllo. Il recente grave incendio che ha colpito la discarica in località Gallù-Carratello a Pianopoli rappresenta l'ennesimo, inaccettabile schiaffo al territorio del Lametino e alla salute dei suoi cittadini. Mentre ringraziamo i Vigili del Fuoco per l’incessante lavoro svolto anche durante la notte per domare le fiamme e limitare i danni, come Rifondazione Comunista non possiamo esimerci dal porre interrogativi necessari e urgenti" è quanto si legge in una nota di Rifondazione Comunista - Lamezia Terme.

"Questo rogo - sottolinea - dimostra in modo inequivocabile che all'interno del sito non erano garantiti i livelli di sicurezza minimi previsti dalle normative vigenti. È inconcepibile che impianti di questo tipo, ad altissimo rischio ambientale e sanitario, continuino a rivelarsi vulnerabili e privi di sistemi di sorveglianza e prevenzione incendi realmente efficaci e tempestivi. Le primi ipotesi, se vera, degli inquirenti, che non escludono la pista dolosa, non fa che aggravare il quadro complessivo: la vulnerabilità dei siti di stoccaggio calabresi ai continui roghi denota una preoccupante e cronica assenza di controllo pubblico. Così come l'incendio in località Ferrantazzo dimostra che non vi è nessun controllo del territorio. Un incendio quest'ultimo evitabile se l'amministrazione avesse provveduto a rimuovere l'accumulo dei rifiuti noto a tutti e più volte segnalato da cittadini".

"Anche su questa ultima vicenda di Pianopoli - precisano - esigiamo il massimo della trasparenza. Pretendiamo che la politica locale e gli enti di controllo facciano immediata chiarezza sulle cause dell'incendio e sulle responsabilità gestionali. Chiediamo inoltre che i dati sui campionamenti della qualità dell'aria avviati dall'Arpacal siano resi pubblici in tempo reale e diffusi con la massima capillarità alla popolazione. I cittadini hanno il diritto di sapere esattamente cosa hanno respirato e il livello delle ricadute di inquinanti sul territorio circostante che presenta terreni dedicati alla coltivazione e al pascolo".

"La salute pubblica e la tutela dell'ambiente non possono essere sacrificate sull'altare delle inefficienze manageriali e della speculazione sui rifiuti. Rifondazione Comunista che sin dall'inizio si è opposta alla realizzazione della discarica continuerà a vigilare e a dare battaglia affinché la gestione dei rifiuti in Calabria esca definitivamente dalla logica dell'emergenza e degli incendi facili, per passare a un modello interamente pubblico, trasparente, sicuro e sostenibile. Infine ribadiamo per l'ennesima volta la necessità di un controllo, sul tutto il territorio lametino degli impianti e dei depositi di stoccaggio di materiale da smaltire, spesso non in regola con le norme di sicurezza". 

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