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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota di replica di Alberto Statti (Confagricoltura) al consigliere comunale di Sel Giandomenico Crapis per quanto riguarda la vicenda dell'azzeramento del Cda della Sacal.

"Come spesso gli accade il segretario cittadino di Sel ha perso l'ottima occasione per tacere ma spinto da quel furore ideologico-giustizialista che lo contraddistingue - e che peraltro lo circonda di un alone di immediata ed epidermica simpatia - ha scelto  come suo solito di sparare considerazioni a destra e manca sulla base di una presunta, fuori luogo, ingiustificata  ed indimostrata superiorità  morale. Nel definire concitata la mia nota - letta evidentemente in fretta o con il filtro di chi nutre una naturale ed incontrollata ostilità nei confronti  di coloro i quali onestamente ogni giorno garantiscono lavoro e sviluppo alla città – Crapis ritiene utile impartire una lezioncina, peraltro di basso profilo, e nel farlo commette degli evidenti errori di presupposto e conseguentemente di conclusione. Intanto confonde il ruolo di proprietario con quello di azionista, poi disconosce i meccanismi di governance ed ignora del tutto una elementare evidenza e che cioè la richiesta di azzerare il Consiglio di amministrazione di Sacal non da lustro ai vertici ma esattamente l'opposto, quella richiesta è fondata su una strumentalizzazione e su un desiderio di rivalsa esclusivamente politica; qualcosa che è in netto contrasto con un'autentica e disinteressata azione a tutela della società e del suo sviluppo. Accanto alla rivalsa politica c'è poi l'inclinazione tipica che segna un certo cerchio magico che risponde a difesa del titolare, parlare sempre, solo ed esclusivamente di mafia e 'ndrangheta; esistono delle consorterie criminali che danneggiano la Calabria e questa città ed è per questo che sosteniamo convintamente l'azione dei giudici che quotidianamente lavorano per estirpare questa malapianta.

Detto questo, però, non è che l'orizzonte della vita sociale  e politica possa coincidere escusivamente nella cantilena dei professionisti  dell'antimafia.  Il segretario di Sel, forte del suo moderatissimo approccio, parla  di lobby quando - ed è quello che ho scritto e detto - il mio costante riferimento è al concetto di sinergia che non solo non è reato ma è assolutamente necessaria; senza dialogo, sinergie, progetti comuni questa città e questa regione non andranno avanti. E siccome vanto ottimi e consolidati rapporti con autorevoli esponenti del centrosinistra lametino e non solo colgo l'occasione per comunicare al segretario di Sel che non ho nessuna tessera di partito perchè - a differenza sua - la mia unica preoccupazione riguarda la politica nel suo complesso e la capacità di questa di generare e garantire condizioni di sviluppo; l'impresa infatti non è un male ma un valore e la sua importanza - costituzionalmente sancita - è evidente a tutti. Qualcuno come il segretario di Sel - invece - non perde occasione per manifestare una reiterata ostilità nei confronti di quel mondo imprenditoriale senza il quale i problemi e le emergenze sociali - già drammatici - di questa città e di questa regione sarebbero assai più intensi; ed ho scelto di rispondere in virtù di questo ed in ragione di una storia imprenditoriale che merita rispetto dalle istituzioni e da chi - pro tempore - ha ruoli politici perchè noi imprenditori - quando loro avranno finito di divertirsi con la politica, con l'ebbrezza provata e torneranno alle garanzie di un solido posto pubblico - noi saremo sempre qui a lavorare, ad investire ed a garantire lavoro a decine  di famiglie lametine. Da ultimo ho l'obbligo di palesare lo sdegno più profondo per un'espressione riferita ad altri ma la cui inqualificabile infamia merita risposta, "mamma chiama, picciotto risponde" non è evidentemente una battuta ma un’affermazione di una gravità inaudita e che rende al di là di ogni  ulteriore considerazione lo spessore umano, politico e sociale del segretario cittadino di Sel; potrei rispondere con la stessa moneta riferendomi al fatto che ormai da diversi giorni esponenti politici vicinissimi al Sindaco di questa città intervengono a chiamata. Ma francamente penso che un'espressione del genere non sia partorita ne condivisa da chi - in qualità di Sindaco - deve avere ben altro equilibrio, un equilibrio che forse dovrebbe indurlo a spiegare ai suoi vicinissimi sodali che questi toni, questo integralismo, questa presunta superiorità morale, quest'avversione ottusa nei confronti dell'impresa e degli imprenditori non aiuta la città e peraltro non aiuta nemmeno lui nei suoi legittimi progetti politici. Detto ciò ribadisco per intero quanto affermato nella precedente nota".

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