
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 14 novembre - "Non ho dubbi sulla serietà delle rassicurazioni effettuate dal Segretario Giancarlo Nicotera a proposito dell’atteggiamento di vigilanza che l’UDC e il Presidente Francesco Talarico terranno sul progetto di legge approvato dalla terza Commissione del Consiglio regionale della Calabria che ridisegna la sanita' calabrese in macroaree prevedendo l'accorpamento dell'azienda ospedaliera lametina all'Hub di Catanzaro.Del resto è notorio, anche se passato in secondo piano, che al momento del voto nella terza Commissione responsabilmente i rappresentanti regionali del PD, Progetto Democratico e dell’UDC abbiano lasciato la seduta in segno evidente di protesta mettendo in luce l’assenza della benché minima progettualità da parte della maggioranza sul riordino del servizio sanitario regionale. E’ chiaro che in questo momento c’è uno strappo politico evidente a livello regionale tra il partito di Casini e il PDL di Scopelliti che vuole ridefinire, in un progetto politico senza scrupoli, la sanità calabrese a discapito di quella lametina in particolare. Il fatto che nel progetto si parli di revoca automatica degli incarichi dei Direttori Generali la dice lunga sulle reali intenzioni di riorganizzazione e razionalizzazione delle risorse paventate dal partito del Governatore. Non sono invece per nulla impressionato dall’atteggiamento di perplessità manifestato dagli esponenti del PDL di Lamezia che parlano di “un’azione di potenziamento e recupero della struttura lametina” che voluta dalla Giunta Scopelliti rischia oggi di interrompersi a seguito della cancellazione del ruolo di spoke assegnato al nostro ospedale. Non starò a fare l’elencazione delle criticità, di cui ho parlato di recente, che si sono invece manifestate e permangono nel corso del tempo grazie alla scelte del Governatore, ma al partito di Scopelliti ricordo che nell’ultimo periodo si è realizzato nel nostro Ospedale il completo dissolvimento della parte amministrativa, con il trasferimento su Catanzaro anche del magazzino e della ragioneria. L’evidente caduta di ricoveri, prestazioni, degenze ed anche la carenza totale di qualunque intervento territoriale la fanno da contorno ad una strategia politica diretta all’asservimento che ha quale unico metodo di giustificazione la negazione del presente e la ricerca delle colpe nel passato. Bisogna avere i paraocchi per non vedere come dal 2010 sino ad oggi la classificazione del nostro presidio ospedaliero come SPOKE (periferia) rispetto all’HUB (centro), tra l’altro inspiegabilmente inserito nella stessa area del secondo, ha determinato solo una forte diminuzione dei posti letto, una riduzione delle specialità, la mancanza dei primari quasi ovunque, anche in reparti base per qualunque ospedale, che insieme alle carenze di personale ritardano tutte le attività. Se davvero il PDL avesse voluto realizzare il Polo Traumatologico Regionale avrebbe dovuto allocarlo a Lamezia Terme e invece, proprio perché vuole penalizzare Lamezia, ha deciso di privare l’intera Regione di un presidio di cui sono dotati enti anche quali la vicina Sicilia, e le regioni della Campania e del Lazio che come la Calabria sono sottoposte a piani di rientro. La conseguenza è che i Lametini hanno già imparato che per curarsi “bisogna andare a Catanzaro”. La politica dica allora cose serie e senza fare gratuita demagogia si impegni per riportare a Lamezia una sanità di livello accettabile per una ripresa del nostro Ospedale attraverso una più equa distribuizione delle risorse che, come già detto, ora sono concentrate su Catanzaro. Il PD di Lamezia si farà carico in tutte le sedi di una forte richiesta per un riequilibrio territoriale nella provincia di Catanzaro perchè si deve assicurare una sanità dignitosa nel territorio e perchè non si può accettare che la spesa pubblica sanitaria non diminuisca senza un miglioramento dei servizi".
Tonino Barberio, segretario cittadino Pd
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