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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota della consigliera comunale Teresa Benincasa dove sostiene che il suo voto al bilancio per scongiurare il dissesto è stato solo frutto di senso civico

“Il mio voto al bilancio per scongiurare il dissesto è solo frutto di un senso civico che senza alcuna casacca dovrebbe prevalere davanti a tutto perché riguarda tutti e brucia il futuro di Lamezia. Il mio ruolo, lo preciso per le interpretazioni che lo hanno deviato, è sempre stato e rimane libero da ogni logica di scambio. Per quanto disinvolta, quella avallata dal sindaco e visibile nelle giunte che ha prescelto in questi logoranti anni di governo non buono, è una pratica che disapprovo in quanto radice di compromessi che soffocano la città e lo spirito democratico. Il sindaco questo lo sa, perché a lui “dopo” il voto ho ribadito che la mia volontà è continuare ad essere libera di fare un’opposizione responsabile, necessaria per la città. Il Piano Strutturale Comunale in cui molti innocenti cittadini sperano, con tutti gli assurdi emendamenti, è la cartina di tornasole di compromessi coltivati da anni a voce bassa da chi serve la logica dei due padroni e nasconde lo scempio di pratiche urbanistiche con corsia preferenziale. C’è molto da fare, politicamente parlando sono e rimango di opposizione radicale denunciando pane al pane e vino al vino. Il mio impegno, sebbene destinato a restare solitario, non sarà mai tanto accecato dalle delusioni da non riuscire a comprendere quando un voto riguarda il destino dei lametini. Ora il sindaco ha scelto sostanzialmente di prendere tempo. Il dissesto incombe e il pensiero per il nuovo anno non dovrebbe essere indirizzato ai cambiamenti di giunta, con tutto il rispetto per l’aspirante vicesindaco. Ci sono questioni molto più serie su cui convogliare gli sforzi per evitare che siano i cittadini a pagare gli effetti di un dissesto che parla chiaro. Chi si è svegliato dai banchi dell’opposizione solo davanti alla seduta di bilancio ha il torto di avere masticato sonniferi per molti anni confondendo il bersaglio che mai deve diventare Lamezia e il suo futuro. Fin dal 2010 ho denunciato la gestione dei conti e il modo improprio di prelevare risorse dal Fondo di riserva, come dimostrano gli atti “bocciati” in Consiglio e come è riportato nei video su “you tube” e pubblicati sul mio sito, prima di essere impedita dal magnifico presidente del Consiglio che vietò le riprese mortificando la partecipazione e la trasparenza. Chi ha contribuito a mandare una città come Lamezia nel baratro sociale, economico, morale, con una disoccupazione che è arrivata al limite della sopportazione civile e una disperazione nelle famiglie che indigna per la mancata assunzione di responsabilità deve usare il tempo per emendare i suoi errori”. 

 

 

 

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