
Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota della consigliera Teresa Benincansa (Grupo Misto) sul suo voto al Bilancio in consiglio comunale.
"Gianni Speranza ha un mandato democratico a governare non solo il bello ma anche il cattivo tempo. A lui si impone il dovere di non abbandonare la nave come l’impetuoso Schettino-pensiero erutta da una squalificata segreteria di partito che non riesce a credere che vi siano persone capaci di votare per il bene supremo della città. Perché essere travolti dall’istinto dei quattro capponi invece di riconoscere con rispetto la testimonianza di un voto diverso dalla logiche del tornaconto? Perchè si fa fatica a credere nella possibilità di unirsi alla coralità di un impegno serio per la città, accantonando per una volta le divisioni che hanno lacerato oltre ogni limite il gusto della politica?
Il tentativo maldestro e scellerato di schiantare le sorti dei lametini sulla ribalta del dissesto a tutti costi è un aspetto emblematico del “vuoto pneumatico” che sgomma nella vita politica della città e trasforma in vittima l'unica protagonista a cui sono disposta a sacrificare le mie scelte: Lamezia Terme. Precisando che l'idea di città che anima il mio impegno non è quella di Gianni Speranza, ma non potrà mai diventare quella di Giancarlo Nicotera. Egli finge perchè non può non sapere quanto e come il suo partito dal 2007 a oggi ha contribuito a rompere il vaso delle casse comunali. La priorità oggi è garantire al sindaco il compito ineludibile di salvaguardare la testa dei cittadini dai cocci più taglienti di un dissesto sanzionatorio guidato da qualche commissario liquidatore.
Lamezia ha le condizioni per ripianare i debiti nell'arco di dieci anni. Il bilancio approvato rafforza queste ragioni e non introduce aliquote superiori a quelle riscosse in tutti i comuni, a partire da Catanzaro e Cosenza, in situazioni di dissesto anch'esse. I tentativi di torcere il collo all’intelligenza dei lametini e chiedere di aspettare i prossimi giorni per capire il senso di una scelta di evidente passione civile, è puerile. e' stato un voto sofferto ma vado fiera di avere dato, con il mio voto, "voce" a quanti da ogni fronte attraverso le organizzazioni di categoria che unisce commercianti, artigiani e imprese hanno chiesto di approvare il Bilancio, per non inguaiare la vita degli innocenti. In tutto questo sono sincerata dall'appello dell'avv. Basilio Perugini che sulle pagine de Il Lametino ha in modo chiaro fatto capire che un voto contro avrebbe arrestato per sempre la storia di Lamezia.
Le briglie del voto contro sono state necessariamente e doverosamente spezzate senza eroismo ma con semplice coraggio e puro spirito di servizio. Perchè non si inchina la vita delle persone sull’altare di interessi "altri". Il Consiglio è e deve tornare ad essere il luogo della politica con la “p” maiuscola in cui ciascuno, davanti alla città, deve con libertà e responsabilità votare con un unico vincolo di coscienza. Questo significa impedire di sostituire il cervello con la tessera di un partito o il bancomat di una Fondazione. Il mio voto al bilancio esprime l’essenza di quello che manca da troppo tempo in città: disinteresse senso civico. A mio avviso, bisogna comprendere che si appartiene a Lamezia Terme prima di ogni altro possibile schieramento. Il Comune è stato amministrato male. Ha speso di più di quello che aveva in cassa ed è suonata la campana del dissesto che ci chiama alla responsabilità di un ruolo che deve garantire molto di più di una ambizione personale. Il diluvio di calunnie rinnova la necessità di liberare la città dallo schieramento del voto peggiore".
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