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Lamezia Terme – Pubblichiamo una nota del consigliere comunale dell’Udc, Francesco De Biase, in merito alla possibile ricollocazione della Fiera di Sambiase, come previsto dal nuovo Psc.

“Senza voler incorrere all’accusa di essere campanilista, tengo a precisare una problematica, a mio parere, sconvolgente per l’intera città, maturata nel contesto dell’approvazione del redigendo PSC, ovvero: la sede della Fiera di Lamezia Terme Sambiase, oltre a crollare nella sua prospettiva attuale, anziché immaginarsela rivalutata e considerata nella sua storica nascita, si è pensato di collocarla, nell’area dell’ex Zuccherifico. In una sola parola la Fiera può essere allocata ovunque, al di fuori della sua sede naturale e storica. Qualcuno dovrà spiegare perché, ad esempio la stessa non possa trovare spazio lungo l’asse Fiera-Terme, nel contesto di una rivalutazione dell’area montana, del parco e nell’insieme di uno sviluppo complessivo. A questo punto, cosa diranno i cittadini ? Come reagirà Lamezia abituata ad avere i propri gioielli distribuiti sull’intero territorio, che di fatto movimentano l’urbanistica della città? Oggi invece, osservando l’indirizzo che dà l’amministrazione comunale alla fiera, si tende a concentrare in poche aree, svuotando di fatto il territorio dell’ex comune di Sambiase. In una sola parola, se le Fiera andasse via e le Terme avessero le ruote, sarebbero trasferite in ogni dove, al di fuori del territorio nel quale insistono da decenni.

Lamezia che in realtà, proprio per la pluralità delle rispettive peculiarità degli storici ex Comuni, poteva esprimere valori e potenzialità diverse, non in conflitto tra loro, ma in reciproca cooperazione, in un disegno di città equilibrata e da sostenere in un contesto di sviluppo vocazionale, oggi si trova a lottare per difendere il proprio passato, la propria storia da politiche poco oculate. A questo punto, una critica forte va mossa alle gestione Lo Moro e Speranza, un ventennio di governi disastrosi e sinistrosi. Nessuna città al mondo possiede le generose risorse naturali che ha Lamezia: una pianura rigogliosa, l’agricoltura, il florovivaismo, l’archeologia, la baricentricità oltre a quanto storicamente richiamato per le terme che risalgono al periodo Greco- Romano. Purtroppo però tutto questo non fa testo, non produce adeguatamente sviluppo e reddito, non crea adeguatamente occupazione e non da l’idea  di città viva, come di contro avviene sempre più per il cosentino e l’area di Reggio. Di chi la colpa? Sicuramente della mala politica, di una classe dirigente disarmonica, di una assenza di progettualità, di una anarchia mostrata nel tempo, in quanto in tanti non si sono voluti impegnare per  una città che andrebbe solo amata e non bistrattata. Lamezia con le prossime elezioni cambierà registro? Ci sarà una classe politica impegnata verso il fare anziché verso il solo dire? La trasversalità che nega sviluppo sarà ancora perpetuata? Gli interessi di pochi prevarranno sui tanti? Lamezia resterà solo una bella donna a parole amata da tutti ma sposata di nessuno?Noi ci candidiamo ad essere “guardiani di una sana politica” che guardi verso le nuove generazione che hanno bisogno di esser guidati verso lo sviluppo,  coinvolgendoli, per non lasciare ai “soliti noti” pagine in bianco, su cui scrivere interessi e benefici personali”.

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