
Lamezia Terme - Dal Ministero dell’Interno sono state emanate le istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature in merito all’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale. Nella pubblicazione vengono illustrate tutte le norme che regolano la preparazione e la presentazione delle candidature. In città c’è infatti fermento in vista della decisione del Consiglio di Stato (con udienza terminata il 19 settembre) entrata nel merito del terzo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme. Per la sentenza definitiva, alla quale sono appese le sorti della città, bisognerà attendere ancora qualche giorno. Due gli scenari che si apriranno: che la città andrà al voto già il 10 novembre con ballottaggio eventuale il 24 novembre o, in caso di un esito favorevole per il ricorso dell’ex sindaco Mascaro e di alcuni componenti della sua ex Giunta, si dovrà aspettare la scadenza naturale del mandato a giugno 2020 e si voterà nella prossima primavera. Il tutto con ancora aperta la decisione sulle incandidabilità per Mascaro, Ruberto e Paladino.
Numero dei candidati e la rappresentanza di genere
Nell’attesa, la macchina elettorale inizia a scaldarsi e, sul sito del Comune sono state pubblicate le 284 pagine del documento del Ministero, con tutte le istruzioni e la modulistica per la presentazione delle liste e la preparazione delle candidature. In breve, si parte dal numero dei candidati per ogni lista che, in particolare, a seconda della fascia di popolazione dei comuni, varia da un minimo di 16 a un massimo di 24 per i comuni dai 30.001 a 100.000 abitanti (Lamezia conta oltre 70mila abitanti). Inoltre, è riportato nel vademecum, nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti le liste di candidati devono essere formate in modo tale che ciascun genere non venga rappresentato in misura inferiore ad un terzo, né superiore ai due terzi dei candidati. Inoltre, si precisa che la dichiarazione di presentazione delle liste dei candidati al consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di sindaco, per ogni comune, deve essere sottoscritta e successive modificazioni da un determinato numero di elettori a seconda della fascia di popolazione. Per i comuni da 40.001 a 100.000 abitanti si tratta di un minimo di 200 a un massimo di 400 abitanti.
Ogni lista deve presentare il Programma amministrativo, congiuntamente alla lista dei candidati al consiglio comunale e al nominativo del candidato alla carica di sindaco e dev’essere affisso all’albo pretorio del comune. Nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, insieme alle liste e alle candidature deve essere presentato un bilancio preventivo di spesa, da rendersi pubblico mediante affissione all’albo pretorio del comune. Con la lista deve essere presentata anche la dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ogni candidato alla carica di sindaco o consigliere comunale, la quale deve contenere anche la dichiarazione sostitutiva nella quale si attesta che il candidato medesimo, a sindaco o a consigliere, non si trova in alcuna delle cause di incandidabilità previste dalla legge.
I contrassegni delle liste: no a simboli religiosi o del Comune
Regole specifiche anche per quanto riguarda il contrassegno della lista dei candidati alla carica di consigliere comunale: “I contrassegni saranno riprodotti sul manifesto recante le liste dei candidati e sulle schede di votazione. Affinché la commissione elettorale circondariale non ricusi il loro contrassegno, i presentatori dovranno, nel proprio interesse, evitare che esso sia identico o possa facilmente confondersi con quello di altra lista già presentata o con quello notoriamente usato da partiti o raggruppamenti politici cui sono estranei i presentatori medesimi; è poi da evitare, da parte di coloro che non ne sono autorizzati, l’uso dei contrassegni di lista riproducenti simboli o elementi caratterizzanti di simboli usati tradizionalmente da partiti presenti in Parlamento. Divieto di depositare contrassegni che riproducono: immagini o soggetti di natura religiosa; simboli del Comune; denominazioni e simboli di società, anche calcistiche e sportive, senza autorizzazione”. Divieto, inoltre, di depositare contrassegni che facciano riferimento a ideologie di stampo fascista o nazista.
Obbligo di pubblicare curriculum vitae e certificato penale
Tra i vari adempimenti, spicca anche quello di dover provvedere a pubblicare il curriculum vitae e il certificato penale del candidato sul sito internet del comune. L’obbligo, per i partiti, movimenti politici, liste o candidati collegati che si presentino alle elezioni, di pubblicare sul proprio sito internet, per ciascun candidato, il curriculum vitae e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziale. L’obbligo di pubblicazione deve essere adempiuto entro il 14º giorno antecedente la data dell’elezione ovvero entro il 26 ottobre per quanto riguarda i candidati lametini.
Nelle istruzioni del Ministero ampio spazio è stato dedicato anche ai controlli su liste e candidati: ad esempio, come prima operazione, la commissione dovrà controllare, in base alle attestazioni dei segretari comunali, se la lista, con la relativa candidatura alla carica di sindaco, sia stata presentata entro il termine finale previsto, cioè entro le ore 12 del 29º giorno precedente l’elezione. Per quanto riguarda il caso specifico di Lamezia le liste dovranno essere presentate entro il 12 ottobre.
L’eventuale ballottaggio
Per quanto riguarda anche l’eventuale ballottaggio tra i candidati alla carica di sindaco: si prevede un turno di ballottaggio, da effettuarsi entro gli stessi termini qualora, al primo turno, nessun candidato alla carica di sindaco abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi. Al turno di ballottaggio sono ammessi i due candidati alla carica di sindaco che, al primo turno, hanno ottenuto il maggior numero di voti. In tale ipotesi i candidati ammessi hanno facoltà, entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con le quali erano collegati al primo turno.
Tutte le istruzioni per le amministrative 2019
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