
Lamezia Terme - Il circolo “Argada” di Rifondazione comunista ha depositato un esposto in Procura, raccogliendo le denunce pubbliche fatte dall'ex capo della Protezione civile, Carlo Tansi, sulla presunta pericolosità dell'area attorno al torrente Piazza e sui conseguenti rischi che potrebbero incombere per la salute delle persone. “In particolare il professore Tansi - scrivono dal circolo “Argada” - denuncia la costruzione di fabbricati, anche di recente realizzazione, nonostante leggi più restrittive che in passato, a distanze minime dagli argini del torrente Piazza di Lamezia Terme e in zone soggette a smottamenti. Il professore parla di responsabilità oggettive di chi ha firmato i permessi a costruire e che, sempre secondo l'ex dirigente della Protezione civile, avrebbe affermato il falso. Lo stesso professore parla, addirittura, di un'ombra di morte che aleggia sulla zona collinare, località Calia/Casturi, attraversata dallo stesso torrente”.
Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura con l'obiettivo di fare luce sulla situazione: “Sembra, che a fronte di una grande crescita, in questi ultimi anni, di sensibilità e di attenzione sui temi della salvaguardia dell’ambiente, della salute dei cittadini e dell’uso razionale delle risorse - affermano da Rifondazione comunista - sia difficile sostenere che nella nostra città questi temi siano divenuti oggetto di attenzione delle istituzioni. Un'attenzione che sarebbe dovuta essere obbligata in un territorio stuprato per anni e che, per la sua fragilità, può essere interessato da eventi catastrofi prevedibili. Spesso il prevalere degli interessi economici e illegali hanno determinato un degrado gravissimo con conseguenti rischi per l'integrità del territorio e per l'incolumità dei cittadini. Tutto si sostanzia con una pratica illegale diffusa, con la mancanza di provvedimenti, da parte delle pubbliche amministrazioni, di tutela dell’ambiente, con la totale mancanza di controlli delle tante situazioni “a rischio”. In questa realtà diventa di grande rilievo l’azione giudiziaria, volta a tutelare il diritto inalienabile di ogni cittadino di vivere in un ambiente sano e sicuro”.
“Da questa consapevolezza - concludono - è nata, dunque, l’esigenza di chiedere all'autorità giudiziaria di valutare la possibilità di un'indagine per verificare se sono ravvisabili violazioni alle leggi nei fatti denunciati da Tansi e se intenda intervenire, al fine di evitare che possibili reati ravvisabili vengano portati ad ulteriori conseguenze, anche attraverso l’eventuale sequestro di manufatti”.
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