
Lamezia Terme - Pubblichiamo la replica del commissario regionale della Fondazione Terina, Pasqualino Scaramuzzino ai consiglieri comunali Benincasa e Grandinetti in merito agli appalti aggiudicatosi con un ribasso di oltre il 50%.
“Rispondo, con piacere, alle istanze pubblicamente avanzate dai consiglieri Francesco Grandinetti e Mario Benincasa: per completezza informo, altresì, che i consiglieri comunali hanno la possibilità di beneficiare di una prassi di cui a “Terina” andiamo particolarmente fieri: il libero accesso a tutti i nostri atti e la loro libera consultazione nel pieno rispetto dei criteri fissati dalla Legge 241/90 così come modificata dalla Legge 11/02/2005, n. 15. Tutto ciò, peraltro, permette di poter misurare la brevissima distanza esistente in Fondazione tra quanto programmato e quanto (in pochissimi mesi) realizzato: anche questo, altro motivo di fierezza. Nel merito della vicenda mi preme segnalare che la Fondazione - nell’ambito di un progetto approvato dal MIUR e denominato Food@Life - sta eseguendo lavori di riqualificazione strutturale per il tramite di alcune procedura ad evidenza pubblica. Tra di esse, quella cui si riferiscono i citati consiglieri riguarda i lavori di ripristino delle facciate e di alcuni elementi strutturali: ebbene, detti lavori sono in fase di aggiudicazione, considerato che - alla luce del ribasso proposto - in data 21.03.14 sono stati chiesti chiarimenti all’offerente, in ossequio alla facoltà concessa dall’art. 86, co. 3, del vigente Codice degli Appalti. Com’è facile rilevare, quindi, il ribasso offerto ha costituito motivo di attenzione da parte della stazione appaltante, che si è prontamente attivata per verificare la correttezza dell’offerta o la sua eventuale anomalia.
Avendo delegato la gestione della procedura ad un RUP - ed essendo stata all’uopo anche costituita una commissione aggiudicatrice - sono certo che le decisioni che verranno prese saranno in piena sintonia con la normativa vigente. Per mero scrupolo - e con l’obiettivo di rasserenare ogni dubbio - voglio però ricordare ai consiglieri Grandinetti e Benincasa che la recente Legge 9/8/13, n. 98, che ha convertito con modificazioni il D.L. 21/06/2013 n. 69 (c.d. “Decreto del fare”) ha imposto che le stazioni appaltanti escludano dagli importi soggetti a ribasso d’asta (oltre che ai costi per la sicurezza), anche tutti i costi riferiti all’incidenza del personale relativa ad ogni lavorazione inserita nel computo metrico. Questo significa che i partecipanti alla procedura possono esercitare il loro ribasso - solo e soltanto - su i importi riferiti ad altri costi, quali ad esempio quelli di organizzazione aziendale sui quali, com’è evidente, non è possibile incidere. Nello specifico, evidenzio che, su un appalto del complessivo valore di Euro 198.402,84 sono stati scorporati i costi inerenti il personale (122.864,52 euro) e quelli riguardanti la sicurezza (3.000 euro) - rimasti fissi ed invariati per tutti gli offerenti - con la conseguenza che il ribasso d’asta è stato effettuato solo sul minore (e residuale) importo di Euro 72.538,3. Alla luce di quanto detto, il complessivo ribasso fornito dalla prima classificata (e non ancora aggiudicataria) parametrato su tutto l’importo dei lavori è intorno al 18%. Nella speranza d’avere chiarito gli esatti termini della vicenda - e (soprattutto) nella certezza che i consiglieri Grandinetti e Benincasa plaudiranno ad un’azione amministrativa tesa ad ottenere corposi risparmi di spesa pubblica e, quindi, di soldi dei cittadini - colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
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