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Lamezia Terme - Una disamina politica della vicenda Sacal quella proposta dal consigliere Mimmo Gianturco che, in conferenza stampa, ricorda di aver sollevato il problema della gestione dello scalo aeroportuale Lametino unitamente a Francesco Ruberto ma di non essere allora stato ascoltato. Poi la successione nel ruolo di delegato per il Comune di Lamezia Terme nel Cda della Sacal che vede il passaggio di consegne fra Gianni Arena ed Emanuele Ionà, “uomo di fiducia del Sindaco”, secondo quanto dichiarato da Gianturco, che chiede espressamente a Mascaro una presa di posizione forte da questo punto di vista, in modo da fugare tutti i dubbi rispetto al suo ruolo nella vicenda. “Propongo che il Comune di Lamezia Terme si dichiari parte civile al processo, non fosse altro perché essendo socio di maggioranza ha certamente subito qualche danno, se non altro d’immagine. Nel caso la proposta venga accettata m’impegno a costituire un comitato di cittadini pronti a fare questo tipo di passo”.

“Io credo nella buona fede del sindaco Mascaro – aggiunge – ma deve dimostrare di essere estraneo a questa vicenda”. Da un punto di vista politico Gianturco non rinuncia comunque a denunciare il “fallimento della linea del cosiddetto “civismo” dell’amministrazione comunale, che fino all’ultimo momento avrebbe sostenuto la presidenza di Colosimo in Sacal, nonostante le stranezze evidenziate da più parti nella gestione – ma la mancanza di provvedimenti in questo senso sarebbe una pecca di cui, secondo Gianturco, anche l’amministrazione Speranza si sarebbe macchiata. Campanelli d’allarme del fallimento del “civismo” di Mascaro “sarebbero inoltre le dimissioni, in meno di due anni, di tre componenti dell’amministrazione - ovvero Puteri, Caglioti e Ionà”. Riferimenti anche alla situazione di Enzo Bruno, che Gianturco invita alle dimissioni da presidente della Provincia rilevando "l’inadeguatezza della nomina da parte sua di un nuovo componente di sua fiducia nel Cda di Sacal oltreché “la singolare” revoca dall’incarico a Lamezia Europa all’indirizzo del consigliere Ruberto". Infine una proposta politica per “fornire al territorio nuove opportunità”: “Il commissariamento di Sacal non mi convince per nulla – dice Gianturco - non so chi lo gestirà e con quali criteri. La Sacal ha bisogna di lavorare a pieno regime e con un nuovo Cda. Il Comune deve farsi promotore di un accordo con i soci privati di Sacal, specie con quelli lametini, affinché si arrivi alla nomina di un nuovo presidente lametino e di un Cda condiviso che possa fare gli interessi della terza città della Calabria.”

G.D.S.

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