
Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota diffusa congiuntamente dai consiglieri comunali Francesco Grandinetti e Mario Benincasa (terzo polo) in cui si dicono favorevoli a ritiro dimissioni Sindaco ma a patto che si formi un governo cittadino di" solidarietà per la città".
"Innanzitutto ringrazio i militanti del movimento che rappresento Lameziaenonsolo che oggi, santo Stefano, hanno dedicato un po' di tempo per prendere decisioni su come comportarsi in questo momento difficile della politica amministrativa cittadina a pochi giorni dal limite massimo per il ritiro delle dimissioni del sindaco Speranza ed alla luce della richiesta dei capigruppo Petronio e Paola di ritirarle. Durante l'incontro i consiglieri del Terzo Polo Grandinetti e Mario Benincasa hanno evidenziato l'esigenza di difendere Lamezia ed i lametini a tutti i costi e senza spaccature di tipo veteroideologico. Mai come in questo momento c'é necessità di unità, di farsi vedere coesi, di cercare di trovare il modo di rimediare il più possibile alle problematiche che stanno investendo la nostra città e quindi i nostri cittadini. Non serve più dire di chi é la colpa, non serve più fare attacchi senza proposte, serve il più possibile unità di intenti specialmente nel momento in cui la cancellazione delle province non può far trovare Lamezia impreparata e magari in mano a qualche commissario per perdere ancora una volta il proprio ruolo. Forse qualcuno di fuori città sta "pregando" perché ciò avvenga. Ma questa volta non dobbiamo lasciare che succeda. La città ha bisogno di uno scatto d'orgoglio dove escano fuori i lati nobili della politica. Dove far capire alla gente che non esiste solo la politica becera e mangiona, ma esiste anche quella che ha voglia di modificare le cose, che non ha paura di "mischiarsi" con chi in questo momento gode del livello più basso di gradimento come l'attuale amministrazione pur di portare un contributo per cercare di lenire un po' di sofferenze ai cittadini. Noi crediamo che sia giusto e direi doveroso che il Sindaco ritiri le proprie dimissioni, ma che una volta ritirate dia l'avvio ad un governo di solidarietà cittadina alla stregua di quello nazionale Letta/Alfano, avendo una maggioranza garantita da chi ha già permesso l'approvazione del bilancio con senso di responsabilità per il bene dei cittadini e prendendo le distanze da chi cerca soltanto l'abbattimento del nemico politico incurante dei "danni collaterali". Mai come in questo momento c'é necessità di condivisione ed impulsi nuovi. Con tale nuovo governo si potrebbe andare avanti un anno e mezzo sperando che con l'approvazione del bilancio si sia veramente scongiurato il pericolo del dissesto. Chiaramente ci vuole vita nuova, continuando ad attuare misure consequenziali nei confronti di quanti, dirigenti e non, a causa della loro superficialità e/o incuria non hanno gestito la cosa pubblica per come doveva essere. Per il resto sarà la storia a dire la sua.
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