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Lamezia Terme Pubblichiamo la nota politica del movimento Lameziaenonsolo che "sfida" Tallini ad accettare il consiglio comunale congiunto e lo proponga ad Abramo

Il comitato direttivo del movimento Lameziaenonsolo riunitosi ieri sera insieme ai consiglieri del terzo polo Grandinetti e Benincasa e hanno ribadito l'importanza della richiesta di un consiglio comunale congiunto con il comune di Catanzaro e "sfidano" amichevolmente l'onorevole Tallini a prendere in esame seriamente  l'invito rivolto dai consiglieri del terzo polo di Lamezia Terme. Nel corso della riunione sono stati ribaditi i punti essenziali da cui partire per dar vita ad un lavoro che possa portare  veramente alla creazione di un'aerea centrale che non sia come al solito un modo per ulteriormente "umiliare" Lamezia come é stato fatto ad esempio per la sanità ed ancor prima per l'università. I punti sui quali non si può prescindere sono: 1) affrontare una lotta congiunta per il riequilibrio delle risorse tra le due ex Asl e conseguente ridefinizione dei ruoli degli ospedali. 2) La creazione di ununica ASR (azienda sanitaria regionale) da collocare a Lamezia Terme, che, questa si, ridurrebbe i costi seriamente e così  realizzando la proposta di legge popolare presentata   da Lameziaenonsolo  in consiglio regionale e mai messa all'ordine del giorno.

3) La ricollocazione di almeno una facoltà universitaria come quella di Farmacia attualmente collocata senza nessuna logica di area centrale a Roccelletta di Borgia a danno di una più giusta collocazione in Lamezia Terme. 4) La creazione immediata della metropolitana di superficie che colleghi Lamezia Terme passando dai centri storici per arrivare a Germaneto e quindi attraverso il "pendolo" a Catanzaro città; 5) l'individuazione del centro fieristico regionale a Lamezia Terme; 6) la rimodulazione delle forze di polizia che attualmente sono assolutamente sbilanciate tra le due città nonostante l'area molto vasta di Lamezia. Insomma incominciare da ciò che per Lamezia diventa inderogabile. Mentre stavamo (Grandinetti e M. Benincasa) inoltrando l'articolo abbiamo letto quanto dichiarato da Panedigrano sull'argomento e mentre condividiamo quasi tutte le proposte dall'avvocato Panedigrano rilasciate ci sembra veramente strano che giudichi "i consigli comunali congiunti....tra Catanzaro e Lamezia una "non novità" e che finora non hanno prodotto niente di utile per Lamezia". Non ci pare che ci siano mai stati consigli comunali congiunti, almeno da 10 anni a questa parte che abbiano affrontato questi problemi, né altri. Pertanto chiediamo all'avvocato di valutare senza preconcetti di maniera quanto da noi proposto e unirsi alla nostra idea. D'altronde con l'abolizione delle province i ruoli dei consigli comunali saranno determinanti e metteranno alla pari le due città. Quindi é importante incominciare a far sentire la nostra voce.

Qui di seguito la risposta dell’avvocato Nicolino Panedigrano

“I consiglieri Grandinetti e Benincasa mi chiamano in causa, costringendomi a intervenire di nuovo per precisare brevemente le mie proposte. Non sono così becero campanilista da pensare che non ci può e non ci deve essere dialogo e confronto sul destino della cosiddetta area centrale della Calabria. Quello che ritengo non più tollerabile e che questo confronto si faccia a comando del primo politico catanzarese che si trovi in difficoltà e che non abbia prima dimostrato concretamente, visto che potrebbe farlo essendo Assessore Regionale in carica, di aver a cuore il riequilibrio territoriale (e politico) tra Lamezia e Catanzaro. Resteremo sempre subalterni e vittime della classe politica (o politicante) catanzarese, se le nostre classi dirigenti (tutte, anche quelle del centrodestra e di chi, come voi, della difesa del lametino aveva fatto in passato una bandiera) non comprendono che il nostro sviluppo va ricercato e progettato prima di tutto con i paesi del comprensorio lametino e non capiscono che va innanzitutto ripristinato un equilibrio infranto dalla voracità accentratrice e prenditrice delle classi dirigenti (tutte) di Catanzaro.

E non si fa l'interesse di Lamezia e del lametino, se alla prima occasione, per motivi personali o di partito o movimento, i nostri politici si precipitano a dividere il fronte del sentire comune della nostra città e fanno da sponda a chi ripropone le solite litanie degli Assi Attrezzati, delle Aree Metropolitane e via cianciando, che nei fatti si sono finora rivelate per Lamezia tutte delle pie illusioni. Pensate a quel che ne è rimasto dell'ultimo Patto per lo Sviluppo del 2009. Solo lo scontro tra Giovanni Puccio e Pasqualino Ruberto, in cui quest'ultimo, da lametino doc, non sa far altro che criticare con foga pasciuta le deficienze (vere o presunte) della propria città. Il governo regionale ci dia o ci restituisca nel frattempo quanto ci spetta e ci è stato sottratto. E, quando avremo toccato con mano e sarà necessario, avvieremo il confronto. Della fretta agitata per non perdere gli ultimi treni sono morte fino ad ora tutte le belle promesse e gli altisonanti progetti contenuti in patti, protocolli ed intese che sono stati abbondantemente ed inutilmente stipulati in passato.

 

 

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