
Lamezia Terme - Continuano ad arrivarci richieste da parte dei nostri lettori per capire cosa accadrà se non verrà approvato il Bilancio in consiglio comunale o la Corte dei Conti dichiarerà il dissesto economico. In entrambi i casi, comunque, quel che è certo è che si verificherà un aumento delle tariffe e l'arrivo del Commissario, passati i 20 giorni dalle dimissioni presentate dal Sindaco, giorno 30 dicembre. Nel dettaglio, però, abbiamo chiesto ancora una volta al professor Jorio, il docente UniCal esperto in materia di dissesto finanziario dei Comuni che ha avuto modo di prendere visione della situazione economica delle casse comunali, di spiegarci meglio quali saranno le ripercusisoni per i cittadini. Da precisare che il docente universitario è stato chiamato solo lo scorso 29 novembre ed ha prestato la sua consulenza a titolo gratuito. Lo stesso docente da noi interpellato in precedenza era stato molto chiaro su alcuni punti ed aveva spiegato come "la procedura in atto è di dissesto guidato, quindi di tipo sanzionatorio. Noi di "Fondazione trasPArenza" siamo stati chiamati dal Comune lametino il 29 novembre scorso, quindi in uno stato avanzato della procedura aperta dalla Corte dei Conti calabrese, anche ai sensi del d.lgs. 149/2011. Una procedura che, per la verità, non è stata seguita al meglio dalla dirigenza incaricata, quanto a puntualità dei relativi adempimenti".
Con il bilancio 2013, il Comune di Lamezia Terme cosa è costretto a fare, in relazione all’aumento delle tasse, per aggiustare i propri conti?
"L’Amministrazione comunale lametina ha il dovere di fare tutto quello che hanno l’obbligo di decidere i Comuni in crisi. In Calabria, i Comuni che hanno fatto ricorso al c.d. predissesto sono ben oltre il 25%. Quelli che, a mio avviso, sono in profonda crisi finanziaria raggiungono percentuali elevatissime, solo che vogliano dichiarare le verità che devono ai loro amministrati. Basta vedere che sono stati interessati al problema quasi tutti i capoluogo di provincia e moltissime città oltre i 20 mila abitanti, alcuni dei quali dissestati. Sull’onda del tentativo di risanare i conti, il Comune di Lamezia è stato pertanto costretto ad aumentare l’addizionale IRPEF locale dello 0,2% (poca roba) e l’IMU, portandola alla percentuale massima, così come da tempo in tutta la Calabria".
Saranno chiesti ai cittadini maggiori sacrifici?
"La soluzione rintracciata dalla Amministrazione guidata da Speranza, che mi auguro venga condivisa dall’intero Consiglio, è stata quella di applicare semplicemente ciò che si doveva, a salvaguardia dell’interesse della collettività in termini di garantire alla stessa l’esercizio delle funzioni comunali e le prestazioni essenziali. Del resto, la malaugurata alternativa del dissesto andrebbe a fare molto male ai lametini e alle imprese che operano sul territorio. Pagheranno tutto ai massimi e avranno, in ambito municipale, punti di riferimento ministeriali (l’Organo straordinario di liquidazione, che curerà il disavanzo di amministrazione determinatosi) nonché un Sindaco che potrà fare poco o nulla, se non indossare la fascia alle ricorrenze".
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