Salta al contenuto principale

foto-pd-incontro-20202.jpg

Lamezia Terme - Anche a Lamezia Terme dopo Catanzaro, il Pd si ritrova per l'analisi del voto regionale. Lo fa con i quadri cittadini, provinciali e regionali, attraverso un seminario di approfondimento tenuto da Roberto De Luca, ricercatore di Sociologia politica all’Unical. Al tavolo dei relatori, il segretario cittadino, Antonio Sirianni, quello provinciale, Gianluca Cuda e Giovanni Puccio, responsabile organizzativo del partito regionale. Presente anche l'imprenditore, Eugenio Guarascio, candidato a sindaco alle ultime elezioni comunali per il centrosinistra. Da Sirianni, in apertura, riferimento al dato elettorale calabrese uscito dalle urne che ha visto vincere il centrodestra anche per via “delle sei liste messe in campo. A questo si è aggiunto il fenomeno della "transumanza" - ha rimarcato Sirianni - che certamente ha inciso sul risultato perché purtroppo molti hanno sentito odore di vittoria e, come accaduto altre volte, sono passati dall'altra parte. E ancora, ha inciso il forte astensionismo. Così come ha prevalso il fattore personale. Tuttavia, per rimanere al dato lametino delle Regionali, fa specie che il centrodestra nonostante la vittoria non abbia eletto nessun rappresentante e questo perché in città non ha una leadership".

Sui progetti immediati, Sirianni non ha esitato a confermare la linea intrapresa dal gruppo dirigente cittadino. "Vogliamo proseguire il dialogo con l'associazionismo, riprendere il confronto con quanto si muove alla nostra sinistra". E poi una chiara "stoccata" per sgomberare il campo da future incomprensioni e ulteriori polemiche. "Ma ci sono - ha precisato Sirianni - anche dei chiarimenti da fare al nostro interno. Dobbiamo trovare il senso di appartenenza. Ma questa non è la sede, e nei prossimi giorni ne parleremo con tutti gli iscritti".

Quindi, l'intervento e la lucida analisi del prof De Luca. "La sconfitta della sinistra - ha esordito - è stata il frutto della logica del pendolo e dell'alternanza. Per cui ora vince il centrodestra, ora il centrosinistra, e via così da ormai tanti anni. Oltre alle sei liste da una parte e tre dall'altra, la presenza dei candidati e dei portatori di voti ha fatto la differenza. Era evidente che proponendo un candidato a pochi giorni dal voto, se pur prestigioso come Callipo, il centrosinistra con sole tre liste partiva svantaggiato".

Con l’ausilio di alcune slide, poi, De Luca ha analizzato i dati elettorali per ogni Circoscrizione: dai voti, alle percentuali dei singoli partiti e dei candidati alla presidenza e in alcuni casi anche a singoli candidati al Consiglio regionale. Senza tralasciare casi particolari di paesi o città dove il voto si è spostato in maniera netta, da uno schieramento all'altro e in certi casi da un partito all'altro della stessa coalizione. "Dal 2000 in poi c’è sempre un calo in maniera costante e un forte astensionismo. Evidentemente l’offerta elettorale nemmeno in questa circostanza è stata allettante. Il dato dei votanti è stato del 54,4 per cento, ma se si tolgono schede nulle e bianche, il dato scende al 50. Governare la Calabria è molto complesso – ha osservato altresì De Luca - e questo spiega il fenomeno dell’alternanza, unito anche a quello del trasformismo. Preferenza è anche sinonimo di meccanismi mossi da portatori di voti che si spostano e sostengono il personaggio che fa più comodo e che gli promette qualcosa. Risalta poi la battuta d’arresto della Lega che quindi in Calabria non ha sfondato come diceva Salvini e questo si è notato per via anche delle tante contestazioni che ha subito il leader della Lega in Calabria”. Per De Luca, Pd e centrosinistra in generale “non sono apparsi sufficientemente attrezzati a fronteggiare il centrodestra di fronte a quella che già appariva come una sconfitta preventivata. Bisognava trovare un candidato presentabile, un candidato giovane, un nuovo volto del partito. Ma le lotte interne ed intestine hanno fatto si che ciò non accadesse. Ora bisogna attrezzarsi in tempo per contrastare le destre e il pericolo Salvini". Come fare? “Occorre partecipare alla vita politica attiva e stare fra la gente”.

Molti gli interventi dai quali sostanzialmente è stata confermata l'amarezza per la sconfitta. Ma anche la consapevolezza che fattori come l’astensionismo; le liste più numerose nel centrodestra; il fenomeno dell'astensionismo e lotte interne al Pd, hanno contribuito al risultato negativo. Nelle conclusioni, Giovanni Puccio ha parlato di "fiducia nel gruppo dirigente provinciale e cittadino". Ribadendo anche lui la linea di "aprirsi alla società civile e di non chiudersi in un fortino. Aprirsi alla società come abbiamo fatto con Callipo e, a Lamezia, con Guarascio. Dobbiamo andare sul territorio e raccogliere le istanze; essere presenti tra la gente". Concetti simili espressi anche da Cuda e, nel saluto finale, ripresi e ribaditi dal prof De Luca il quale si è congedato auspicando di tornare ad analizzare magari “dati più favorevoli che possano significare l'affermazione del Pd in qualche futura competizione”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.