Salta al contenuto principale

mascaro-51219.jpg

Lamezia Terme – Paolo Mascaro, dopo la proclamazione in Tribunale, ritorna, dopo due anni di commissariamento, in via Perugini per i primi adempimenti di rito, ma ad accoglierlo non c’è nessuno della terna guidata da Francesco Alecci. “Non fa niente – commenta Mascaro - per me la sostanza va oltre il formalismo, che andrebbe comunque rispettato. L’importante è che io fin da subito possa utilmente operare per la città e assumere iniziative”.

Mascaro, che indossa la fascia tricolore dalle mani del figlio Salvatore (alla presenza del segretario generale Maurizio Ceccherini e della funzionaria Elisa D’Ippolito), quindi non vuole perdere tempo. Sorvola le polemiche e guarda al sodo: “Fatto più unico che raro, dopo la mia proclamazione, pomeriggio alle 17 presenterò la Giunta, che è un elemento fiduciario del sindaco, sganciata da steccati, ed espressione della visione del sindaco. Così come per domani pomeriggio ho convocato i 15 consiglieri di maggioranza. Le porte del Comune torneranno a spalancarsi alla città, che ha sofferto per una gestione commissariale più formale e meno umana”.

Mascaro, dunque, riprende in mano le redini del Comune, tra gli abbracci di amici e dipendenti. E lancia un invito alla collaborazione: “Oggi ritorna la democrazia. Sono di nuovo in quella che considero casa mia nel giorno del ricordo degli otto ciclisti. È giunta l’ora della pacificazione, della normalizzazione, della serenità e dell’operosità, affinché Lamezia possa andare avanti. No alle divisioni. È necessario il contributo di tutti. La partita della vita – conclude Mascaro – la gioca la città. Auspico che prevalga il senso di responsabilità”.

Giuseppe Maviglia

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.