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Lamezia Terme – Detto, fatto! Dopo l’annuncio, Giancarlo Nicotera (Patto Sociale) è andato in Procura per essere ascoltato dalla polizia giudiziaria del Tribunale lametino sulla vicenda del suo sopralluogo all'ex opificio in contrada Bellafemmina a Sant’Eufemia. In questa “zona considerata per alcuni off limits, chiusa con pneumatici e pali”, qualche giorno fa l’avvocato si è “recato per appurare le condizioni della raffineria dell’olio più grande della Calabria mai entrata in funzione a distanza di cinquant’anni”. Ma qualcuno ha bloccato il suo giro all’esterno di una delle più note opere incompiute della regione. Nicotera ha spiegato infatti che “un soggetto, ritengo di etnia rom, mi ha impedito il passaggio con fare agitato e con una zappa in mano e mi ha intimato di tornare indietro”. Ma non è tutto, perché ripercorrendo i momenti della sua disavventura a Sant’Eufemia, Nicotera ha evidenziato un fatto che sarà sicuramente approfondito, cioè “l’arrivo, in ordine, di un grosso camion cabinato ed un Fiorino ai quali il detto soggetto permetteva di transitare ed entrare in tale area”.

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Nicotera, quindi, ha ritenuto opportuno andare fino in fondo per “mantenere alta l'attenzione su tale inverosimile vicenda. Ho esposto e denunciato i fatti affinché possano essere espletate le opportune indagini”. E, vista la tempistica dell’immediata audizione dell’avvocato lametino (che ha già presentato denuncia ai carabinieri di Lamezia Terme Scalo,) e l’interesse manifestato dagli inquirenti, la vicenda avrà certamente ulteriori importanti sviluppi investigativi. “Risulta del tutto intollerabile – ribadisce Nicotera - che un’opera pubblica, costata 9 miliardi di vecchie lire di fondi europei e nazionali, anziché essere fonte di sviluppo economico sano, sia diventata una fonte di approvvigionamento per lo sviluppo economico criminale; anziché produrre effetti benefici per la collettività sia diventata potenziale fonte di pericolo per la salute pubblica e per la collettività, in merito al presunto possibile smaltimento e traffico di rifiuti speciali, nonché per la presenza di possibile discariche ed i connessi danni ambientali”.

Giuseppe Maviglia 

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