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Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota del Presidente della CNA sezione Lamezia, Fortunato Palmieri, in merito all’approvazione del bilancio e al possibile dissesto del Comune.

“Leggiamo, con viva preoccupazione e allarme, su tutti i quotidiani locali, delle vicende concernenti il possibile dissesto finanziario del comune di Lamezia Terme. La confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa presente sul territorio, pur non entrando nel merito, e nelle cause che porterebbero al possibile dissesto finanziario dell’ente comunale, siano esse politiche, amministrative, oppure economico-finanziarie, intende comunque portare a conoscenza dell’opinione pubblica le sue riflessioni. A parte la pessima risonanza nazionale e la cattiva pubblicità mediatica ricadente sul comune e quindi sui cittadini (TUTTI) di Lamezia Terme, bisogna fare presente che un eventuale dissesto finanziario porterebbe quasi certamente alla nomina di un commissario. Lo stesso sarà chiamato ad operare  dal punto di vista contabile, amministrativo, economico e finanziario (guidandolo di fatto…) l’ente; Cercherà  di minimizzare i danni, puntando alla  riduzione dell’esposizione debitoria, tendente alla fine a stabilizzare i dati sensibili di bilancio; Con molta probabilità, per avere liquidità di cassa, necessaria in questi casi, opererà cercando di incassare il massimo delle poste da incamerare a qualsiasi titolo dall’ente, e di pagare solo lo stretto indispensabile, congelando, fino a quando necessario, tutte le uscite non strettamente necessarie allo scopo. Questo fatto, sarà il nocciolo della faccenda; Tutti coloro che hanno somme da incassare per prestazioni di servizi e forniture all’ente, avranno gli incassi di fatto non più nei termini pattuiti con gli enormi danni facilmente intuibili per  imprese ed artigiani ed anche a commercianti e fornitori a vario titolo.

Per cui nella malaugurata ipotesi della dichiarazione del dissesto, a pagare il costo più caro saranno ancora una volta gli artigiani e le piccole e medie imprese che si troveranno davanti ad un fatto compiuto, e che porterà in regalo mancati incassi, licenziamenti e disoccupazione, strette creditizie e disperazione maggiore nel momento di crisi peggiore. Segnaliamo ancora una volta che il popolo delle partite iva pagherà il prezzo più alto di una crisi che li sta dissanguando fino alla chiusura. Saranno molte le aziende e gli artigiani che chiuderanno per le poche feste di fine anno senza avere la possibilità di riaprire i loro laboratori e le piccole aziende familiari a gennaio; Questo grido di allarme deve essere raccolto anche dalla politica di Lamezia, che non può e non deve indurre a far pensare agli artigiani lavoratori che la crisi sta passando e si intravedono segnali positivi; questo non è vero, non esiste una ripresa certa, ed il malcontento di questi giorni lo dimostra. Il ventilato dissesto finanziario del comune di Lamezia Terme tocca tutti; Politici e non, lavoratori e non, famiglie ed imprese, artigiani e commercianti, laici e cattolici, proprio tutti. Non esiste un dissesto di destra o di sinistra; Esistono e ci saranno danni irreversibili e certi per l’ente, la città i cittadini e tutti coloro che operano in essa. Un altro scioglimento, che subirà Lamezia, questa volta non per mafia, ma per manifesta incapacità economica, il che, se possibile, potrebbe essere ancora peggio. La CNA auspica tuttavia che le forze in campo convergano su un’unica soluzione, la meno indolore e responsabile, perseguita da tutto il consenso civico unito per il bene della città”.

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