
Lamezia Terme – Dopo le ultime vicende che si sono susseguite in consiglio comunale, con la mancata approvazione del Bilancio e delle relative carte da inviare alla Corte dei Conti, abbiamo posto alcune domande come Lametino.it al professor Ettore Jorio, docente UniCal ed uno dei massimi esperti italiani in materia di pre-dissesto e dissesto dei Comuni. Il professore Jorio ci aveva già rilasciato una dichiarazione prima del consiglio comunale sul Bilancio e, lo ricordiamo, è stato chiamato solo lo scorso 29 novembre dal Comune per cercare di affrontare la situazione economico-finanziaria e discutere con tutti i consiglieri comunali sull’esigenza di approvare il Bilancio per evitare il dissesto. Una relazione, quella di Jorio, che si è dimostrata inascoltata da diversi consiglieri e che ha generato un clima farsesco nell’ultimo consiglio comunale.
Professor Jorio come mai non è voluto intervenire in consiglio comunale a fornire una informativa sulla situazione economico-finanziaria del Comune?
“Ho declinato l’invito solo per il grande rispetto che ho delle regole democratiche e di quelle istituzionali. L’irritualità del mio intervento, meglio della mia informativa, esigeva il consenso unanime del Consiglio. Così non è stato e da qui ho tratto le conclusioni cui sono pervenuto”.
Ma adesso cosa accadrà?
“Succederà il peggio. Il Giudice contabile assumerà la notizia dell’accaduto e concluderà il procedimento iniziato che porterà verosimilmente al dissesto. Un evento, questo, che peserà enormemente sulla città e i cittadini che vedranno gestire in modo non usuale la macchina municipale. Ci sarà una triade, nominata dal Ministero, che si occuperà della situazione pregressa al fine di risanare il “tesoro” comunale. Ci sarà il nuovo sindaco, viste le dimissioni di quello attuale, al quale rimarrà ben poco da gestire, con i suoi concittadini circondati dai provvedimenti che esaspereranno al massimo i tributi e i servizi a domanda individuale (acqua, rifiuti, manutenzione strade, illuminazione pubblica, ndr). Insomma, avrà un bel da fare per mettere insieme le macerie che realizzerà il dissesto sulla portata dei diritti di cittadinanza”.
Non sarà, dunque, molto conveniente fare il sindaco di un comune dissestato?
“Certamente il dissesto dichiarato non sarà un “bell'affare” per il sindaco che sarà scelto alla prossima tornata elettorale. Ciò in quanto sarà limitato nell’esercizio della discrezionalità e rigidamente tenuto ad esercitare l’attività tipica del “ragioniere del dolore sociale” atteso che avrà poco da gestire e poco da concedere ai suoi cittadini in relazione ai loro bisogni, che l’attuale crisi generale in cui versa il Paese, li sta costringendo.
Vede, la cosa che più mi meraviglia è che la città di Lamezia, che merita tanto e certamente molto di più da quello che puntualmente ottiene, ha perso questa volta l’occasione di farcela per ripartire daccapo e meglio. Votare un Bilancio e il risanamento triennale sarebbe stato, credo, possibile ovunque, attesa la posta in gioco. Non averlo fatto ha costituito un gesto non condivisibile e irresponsabile; ha formalizzato un grave errore d’ipotesi da parte di chi nutre legittime aspettative a succedere di qui a poco al sindaco Speranza”.
Vi.Ci.
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