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Lamezia Terme – Si è riunito oggi il consiglio comunale, con la seduta dedicata alla discussione sul Psc, che ha rinviato però la decisione al 26 novembre. La seduta, che si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del maltempo in Sardegna, ha visto l’ingegnere Francesco Grandinetti, presidente della V commissione urbanistica, che ha relazionato sull’emendamento al progetto del Piano Strutturale. “La commissione lavora da mesi su questo emendamento che cambia in maniera sostanziale il progetto iniziale. La città – ha aggiunto Grandinetti - ha bisogno di concretezze, e quindi non dotare Lamezia di un piano strutturale, considerando anche la situazione di difficoltà economica, significherebbe bloccarla”. Diversi i punti che, secondo quanto deciso dalla Commissione, dovranno, se approvati, modificare il Psc. Innanzitutto, il presidente della V commissione ha parlato di modificare le manifestazioni d’interesse, che potranno essere presentate senza limitazioni, a parte quelle temporali. L’amministrazione, pertanto, è tenuta a considerare le manifestazioni d’interesse, almeno ogni tre anni. Si è parlato anche di un’edificazione della zona sottostante il cosiddetto “Piano API”, in particolare tutta la zona al di sotto del Municipio di via Perugini. Questa modifica è stata presentata come “necessaria per lo sviluppo della città, e per riunificare i due centri urbani (Nicastro e Sambiase), che altrimenti rimarrebbero distaccati. Un altro punto è la questione degli insediamenti diffusi, in particolare dei due quartieri di Scinà e Capizzaglie. Secondo l’emendamento ci sarà un passaggio a zone edificabili tenendo conto di determinate condizioni e, quindi, se esistono lotti interclusi inferiori ai 2000 metri quadrati. Se invece esistono terreni superiori ai 2000 metri quadrati, possono esserci manifestazioni d’interesse approvate dal consiglio comunale. Grandinetti ha parlato anche delle arterie principali che collegano la città nei diversi punti. Su via del Progresso, e il rettifilo Bagni, si è parlato di un’edificabilità produttiva e non residenziale. Stesso discorso per la SS280, mentre per via Marconi, il presidente della V commissione ha parlato di modificare l’area rendendola urbanizzabile. Per migliorare i collegamenti, nell’emendamento è prevista la creazione di una metropolitana leggera con alcune fermate intermedie (Via delle Terme, Via Perugini, e ospedale); mentre per incentivare i collegamenti con l’area di Sant’Eufemia, la proposta della Commissione è stata quella di provvedere alla creazione di un sottopassaggio tra Via delle Rose e Sant’Eufemia. Per la zona termale, si è parlato di creare attività legate al turismo termale, incentivando le imprese o le abitazioni della zona che volessero trasferirsi altrove. La premialità in questi caso è stata fissata al 20%. Premialità che arriva fino al 100% nei casi di ristrutturazioni (di varia natura) per le abitazioni dei centri storici e nelle zone di montagna. Per i parchi urbani, la premialità è stata fissata al 0,5% anche per più soggetti partecipanti; mentre per la zona di Cafarone, dove esiste un vincolo idrogeologico, più volte discusso, determinato dal fiume Bagni, la Commissione ha sollecitato una pulizia dei fiumi per arginarne i pericoli. La proposta di emendamento, che Grandinetti, in qualità di presidente, ha definito “ancora perfettibile” è sempre secondo lo stesso, ancora recettivo d’idee, da modificare o da inserire. La decisione, dopo una conferenza dei capigruppo, è stata rimandata alle due sedute del 26 novembre (in prima convocazione) e del 28 (in seconda). La votazione per approvare le due sedute, però  non è stata scevra di discussioni. Alla fine, venti i favorevoli, quattro i contrari (Aiello, Cristiano, De Biase e Falvo), mentre sette gli assenti.

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Discussione sulla doppia convocazione: contrario Cristiano (La Destra), che ha dissentito sulla convocazione per la discussione sul Psc prima del bilancio “perché potrebbe essere di scambio tra le due votazioni” e propone di presentare le osservazioni al progettista per eventuali modifiche al piano. Mazzei del Nuovo Centrodestra, chiede di “restituire al mittente il Psc”, assicurando che come coalizione voteranno no al progetto e no agli emendamenti. Chirillo (Udc), chiede di “ottenere un parere di Crocioni in maniera preventiva all’approvazione”; mentre Chirumbolo (Forza Italia), sempre all’opposizione, dichiara che il Psc “così com’è non può essere approvato”, e chiedendo anche che venga approvato in pima convocazione, senza arrivare alla seconda. Anche De Biase (Udc) ha ribadito la necessità di concordare insieme un’unica data, evitando la seconda convocazione. Per Petronio (PD), “il discorso di rimandare il progetto a Crocioni non sta in piedi”. Assicura inoltre, che il gruppo Pd arriverà in consiglio per approvare l’emendamento “così come è stato formulato, in prima convocazione”, polemizzando più che sulla questione della maggioranza che non ha i voti, sulla minoranza “che non sa fare il proprio lavoro”. Paola, del Progetto Lamezia, ha assicurato la disponibilità come gruppo, a studiare per poi, eventualmente, votare l’emendamento. Il Sindaco, che ha chiuso gli interventi prima della votazione finale, ha ribadito la necessità, da parte del consiglio, di decidere, dopo cinque anni, sul Psc. “Non ci saranno scomuniche se non si approverà il Psc, ma è chiaro che io spinga per il dialogo e per una prospettiva di intesa e collaborazione, è un mio diritto – aggiunge - ma soprattutto dovere. Penso che se il consiglio si muoverà in tal senso, daremo un senso a questo mandato”.

C.S.

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