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Lamezia Terme - Alcuni componenti il direttivo del Pd della sezione "Primerano" di Lamezia intendono, con una nota ufficiale inviata agli organi di stampa, prendere le distanze da un''eventuale approvazione del Psc in consiglio comunale da parte dei consiglieri eletti tra le fila del Partito Democratico che, dicono, agirebbero "evidenziando una precisa volontà di autonomia decisionale rispetto alla posizione politica del PD, nelle cui liste gli stessi sono stati eletti".

"I sottoscritti, Belvedere Francesco, Candido Rosario, Cavaliere Claudio, Cortese Anna, Famularo Monique, Macrì Chiara, Masi Gennaro, Moraca Giuseppe, in qualità di componenti del direttivo del PD, della sezione "Primerano" eletti nel congresso di circolo, tenutosi il 3/11/2013, riscontrando l’urgenza di un approfondimento sugli argomenti relativi al PSC, dopo aver tenuto riunioni di confronto sul tema dello strumento urbanistico, hanno convocato un incontro con i consiglieri comunali, assessori e rappresentanti istituzionali del PD, per lunedì 25 novembre, allo scopo di definire la posizione politico-culturale che il nostro partito deve tenere in sede di discussione consiliare sulla questione urbanistica. Considerato che il PSC e gli emendamenti proposti da varie forze politiche, sono in discussione per l’approvazione nella seduta del consiglio comunale convocata per martedì 26 novembre; preso atto che tutti i consiglieri comunali e gli assessori, espressione del PD in seno all’amministrazione comunale, hanno unilateralmente deciso di disertare il momento di confronto ed approfondimento, con ciò, di fatto, evidenziando una precisa volontà di autonomia decisionale rispetto alla posizione politica del PD ( nelle cui liste gli stessi sono stati eletti),i sottoscritti, in qualità di rappresentanti del direttivo del circolo Primerano, prendono le distanze e rigettano l’eventuale approvazione del PSC e degli emendamenti così come fino ad oggi formulati nei due ultimi consigli comunali. Riteniamo, con ciò, che lo strumento urbanistico debba farsi interprete dell’attuale momento storico e diventare strumento di salvaguardia del territorio e più in generale dell’ambiente geografico e sociale, anche alla luce delle devastanti rivelazioni dell’operazione PERSEO, sulle annunciate future rivelazioni di connivenze di settori della politica, delle classi professionali e delle cosche lametine sul governo del territorio. Nello specifico, il PSC, così come formulato e con gli emendamenti proposti, evidenzia la volontà di dilatare in modo irresponsabile su tutto il territorio, possibilità edificatorie prive di fondamento e supporto tecnico, economico e scientifico; tale volontà rispondente solo alla logica del consenso di scambio, senza alcun riferimento alla normativa vigente in materia. I sottoscritti, rappresentanti del direttivo del circolo Primerano, pertanto invitano i consiglieri comunali a bocciare qualunque proposta urbanistica che disattenda e non si conformi al dettato normativo oggi in vigore: Legge Urbanistica Regionale n° 19/2002 e Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico (QTRP); in entrambi i testi è manifesta la volontà del  legislatore di indurre le amministrazioni pubbliche, al consumo zero di suolo e di puntare sulla riqualificazione e rigenerazione dell’esistente. Non possiamo inoltre non ricordare ai nostri rappresentanti e amministratori, che 100 sindaci del centro sinistra hanno prodotto una specifica proposta di legge, i candidati alla segreteria nazionale del PD, tutte le principali associazioni culturali e ambientaliste nazionali, nonché la COSTITUZIONE  ITALIANA, sottolineano e ribadiscono la necessità della tutela dell’ambiente, della cura del territorio e del risparmio di suolo, in quanto risorse essenziali e primarie dell’uomo. Infine, appare necessario ricordare che, i riscontri della Corte dei Conti sulla tenuta del bilancio comunale e del collegio dei revisori dei conti, denunciano uno squilibrio strutturale di cassa che, nel bilancio di previsione 2013 “non si rinvengono misure atte al superamento di tale problematica”, pertanto prende sostanza l’ipotesi di dissesto guidato dalla Corte dei Conti. Appare quindi inopportuno forzare l’approvazione di uno strumento urbanistico, derivante da ammucchiate politiche deleterie alla chiarezza e alla trasparenza, senza avere prima la certezza del destino e della sopravvivenza di questa amministrazione".

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