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bruno-ruberto-uil1_fbf3f_f5951.jpgLamezia Terme - In una lettera indirizzata al sindaco Mascaro, al presidente del Consiglio comunale, Zaffina al segretario generale e a tutti i dirigenti, Bruno Ruberto, segretario generale della Uil, torma sul tema del conferimento incarichi di direzione dei vari settori comunali, in riferimento al decreto del sindaco dello scorso 11 febbraio e chiedendo a tal proposito un tavolo di confronto.

"La ridistribuzione degli incarichi di direzione dei settori - evidenzia in apertura della missiva Ruberto - con l’affidamento degli stessi anche al Segretario generale, risulta un ottimo viatico e un risvolto positivo per lenire le vertenze in atto, sancite con lo sciopero del 29 gennaio 2019. Quello che segna con estrema positività i nuovi incarichi dirigenziali e resterà negli annali della storia dei Segretari comunali che si sono avvicendati nel tempo al Comune di Lamezia Terme, è che l’avvocato Carmela Chiellino, nonostante il suo ruolo di supplente a scavalco, già da tempo si era auto-proposta ad assumere incarichi, nell’ottica di una pregevole collaborazione, sinergia e condivisione con le Dirigenti Aiello e Belvedere. Un gesto in controtendenza con il recente passato e che in ogni caso sarà da apripista ad un nuovo e fattivo modello di interpretare i disagi e le difficoltà dell’apparato dirigenziale e burocratico, apprezzando l’esempio generosamente fornito dall’attuale Segretario generale".

L’Uil-Fpl, afferma ancora Ruberto, "prende atto del decreto del sindaco, valutando con soddisfazione che l’interlocuzione avviata con la nuova Amministrazione in questo breve lasso di tempo comincia ad essere recepita, essendo fermamente convinti che l’equilibrio organizzativo/funzionale di tutto l’apparato burocratico si stabilizzerà solo quando i singoli carichi di lavoro verranno equamente distribuiti a  tutti i livelli funzionali. In questo stato di cose, ogni altra considerazione lascia il tempo che trova. Come ingeneroso, contraddittorio e fuori luogo sono le dichiarazioni di chi sostiene che con l’avvento della quota “100” la responsabilità della carenza organica è degli attuali dirigenti, dimenticando le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero. Nonostante la risaputa disorganizzazione e le organiche carenze che rallentano l’azione amministrativa, quotidianamente registriamo un significativo interessamento e una presa di coscienza degli organi politici".

Tuttavia, Ruberto, torna sull’incontro del 5 febbraio scorso, convocato dal sindaco Mascaro, sottolineando che "questa organizzazione sindacale ha manifestato la propria diffidenza e l’indisponibilità ad una apertura di credito verso il Comune di Lamezia Terme, motivandone le ragioni e riassumendone i fatti e gli eventi rimasti ancora sospesi a distanza di anni. Partendo dalla vertenza dei dirigenti, abbiamo sostenuto, in via transitoria, quanto già verbalizzato in prefettura. La ridistribuzione degli incarichi dirigenziali è stato un segnale gradito ma, per dirimere i disagi e il sovraccarico di funzioni in particolare quelle tecniche, bisogna accelerare le procedure e attivare ex novo gli incarichi di Posizioni organizzative, tenendo conto e particolare riguardo alle esigue risorse economiche disponibili nel fondo del personale.

Inoltre, ribadiamo e riproponiamo una soluzione transitoria di riorganizzazione della macchina Comunale mediante forme di aggregazione della gestione delle principali funzioni del Comune e la ridistribuzione e messa in sinergia di competenze e capacità per far fronte alla elevata riduzione di dipendenti e alla cronica carenza di dirigenti, regolamentando e applicando l’istituto delle mansioni superiori e ipotizzando inoltre l’introduzione in via sperimentale dello smart working o “lavoro agile” (Legge 22 maggio 2017 n. 81). Infine, come già richiesto al sindaco nel sopra citato incontro, riteniamo utile e urgente sollecitare un tavolo tecnico con il vertice politico e i rappresentanti di parte pubblica, per definire l’annosa questione dei contratti decentrati pregressi sottoscritti tra le parti e l’allineamento della contrattazione decentrata, oltre alla indifferibile necessità di approvare, nelle more del bilancio di previsione, un Peg provvisorio (compito demandato al Segretario generale a mente dell’art.40 C.3 del vigente Regolamento di contabilità), così da avviare la gestione e il ciclo necessario per la valutazione dei dipendenti, come ha più volte indicato la Corte dei conti, a partire dalla deliberazione della Sezione autonomie 18/2014".

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