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Lamezia Terme - Dopo il sit-in di ieri contro la paventata chiusura del centro di terapia intensiva neonatale (Tin) si sono registrate diverse prese di posizioni da parte di esponenti politici lametini. Tra questi ritorna sulle sue posizioni la consigliera comunale Rosa Andricciola (Pd) replicando al consigliere comunale Mazzei (Pdl). Sempre sul sit-in avvenuto ieri è intervenuta anche la consigliera comunale Teresa Benincasa (Gruppo Misto). Altre dichiarazioni sono pervenute da parte del Movimento Labor e CasaPound. Di seguito riportiamo le singole prese di posizione sull'argomento.

Andricciola (Pd), le responsabilità di Scopelliti su sanità non si possono attribuire a precedente governo regionale

“Le responsabilità di Scopelliti, commissario regionale alla sanità, e dell’attuale governo di centrodestra per lo stato della sanità lametina non si possono nascondere né attribuire ai precedenti governi semplicemente perché abbiamo già subito un primo piano di rientro dai pregressi debiti (2010-2013) che purtroppo non ha ridotto i debiti e non ha prodotto un miglioramento della sanità regionale. L’evidenza di tanto è che lo stesso presidente Scopelliti, autore del fallimentare piano precedente e che perciò avrebbe dovuto  essere sostituito nel compito avrebbe, è stato incaricato della redazione del successivo piano di rientro 2013-2015 che è prossimo e che comporterà nuovi aumenti di tasse e balzelli per i calabresi e riduzioni dell’assistenza sanitaria in tutta la Regione. E questo non può certamente essere attribuito alla amministrazione di centrosinistra del 2004 ma è addebitabile unicamente al precedente piano di Scopelliti del 2010. A Lamezia il piano del 2010 di Scopelliti ha assegnato il ruolo di spoke, cioè periferia, con riduzioni di posti letto, primariati, reparti, specialità. La destinazione a spoke è stata la decisione politica del centrodestra di Scopelliti e Talarico di tener distante la sanità lametina dal capoluogo. Si trattò allora, come i fatti accaduti hanno poi dimostrato, di un atto di consenso politico alla necessità di Catanzaro di avere un bacino d’utenza libero per l’affermazione di quella che oggi viene definita la cittadella sanitaria di Catanzaro. Che viene sostenuta da una incredibile ricaduta di risorse economiche che porta un cittadino che risiede a Catanzaro ad avere 7 volte più risorse di uno residente a Lamezia Terme. E non è vero, come si avventura a dire il capogruppo del PDL che la gestione delle risorse avviene a livello centrale e che le Regioni ne devono seguire pedissequamente l’indirizzo governativo.

E’ vero, invece, che in Calabria le risorse che provengono dal Governo centrale con un’assegnazione pro capite vengono distribuite per finalità non solo sanitarie. Così si possono spiegare le grandi risorse per la Città di Catanzaro ove i reparti e le specialità e gli ospedali sono doppi o tripli o anche quadrupli e così si può spiegare che la Regione continui a pagare centomila  euro al mese di leasing  dal 2011 per le attrezzature del centro cuore di Reggio Calabria che nemmeno funziona. Quanto al tempestivo intervento per il reparto della terapia intensiva neonatale, sono convinta che abbiamo fatto bene ad alzare il livello della protesta, cosa che, forse, servirà a limitare i danni derivanti dalla temuta chiusura. E non abbiamo fatto una battaglia di retroguardia e di campanile ma solo la giusta e sacrosante rivendicazione per una struttura di vera eccellenza, non come quelle che lo stesso Scopelliti è venuto ad annunciare a Lamezia e di cui non ci ricordiamo nemmeno il nome. Il problema vero però è che lo stesso reparto non è previsto tra le strutture dello spoke Lamezia e, quindi, prima o dopo, verrà cancellato. Il capogruppo PDL assuma l’impegno con la Città che nel nuovo piano che il presidente Scopelliti si appresta a presentare l’Ospedale di Lamezia non sarà più Spoke e che reparti di eccellenza del nostro Ospedale, come la terapia intensiva neonatale, non solo non verranno chiusi ma saranno sostenuti spostando le risorse da dove sono in eccesso. E impegni il governo regionale perché si faccia una programmazione per l’intera area provinciale e non per la Città di Catanzaro. Può assumere questo impegno il PDL ed il partito del Presidente del Consiglio Regionale Talarico? O continueranno a menar giaculatorie tutte le volte che saremo costretti a difendere le giuste richieste del nostro Ospedale e della nostra sanità?”.

 

Benincasa (Gruppo Misto) "La rete ospedaliera non si organizza con i sit-in"

“Se è vero che la qualità di chi amministra sanità si misura sui livelli di assistenza e di prestazioni ospedaliere, facendo quadrare i conti, va riconosciuto che il direttore generale Gerardo Mancuso è la persona sbagliata al posto sbagliato. Non lo suggerisce una sintesi politica ma lo evidenziano i fatti, o per meglio dire i dati su cui l’amministratore Mancuso da tre anni compie scelte puntualmente opposte al suo dovere di garantire salute. E fa specie che a Lamezia si registrino, da parte degli esponenti politici di entrambi gli schieramenti, posizioni più preoccupate di garantire questioni personali e di equilibrio. Quando sarebbe ora che le istituzioni avviassero un confronto serio sui ragionevoli dubbi del declino della sanità lametina. Il mea culpa non esclude nessuno. Vanno tuttavia ricercate, in una fase così delicata, le possibilità su cui costruire un ponte istituzionale serio tra la Regione, il Comune, l’azienda sanitaria e le aziende ospedaliere della provincia. Bisogna che a Lamezia la speranza non si afflosci nel clima di rassegnazione.

Al suo interno, il lametino ha personalità che nell’ambito sanitario hanno saputo costruire livelli di assistenza e prestazioni ragguardevole e che a tutt’oggi la Città, con le sue istituzioni, ha trascurato: Eliseo Scuteri, Franco Borello, Giuseppe Maione per restare nell’ambito medico ma anche Gianfranco Luzzo e Mimmo Pallaria che a livello regionale impegnarono con efficienza gli sforzi di garantire al reparto di Terapia intensiva neonatale la dovuta dignità. Bisogna alzare la testa e decidere di percorrere in modo adeguato il ruolo di città baricentrica. La dimostrazione che gli esponenti del centrodestra lametino interpretano male il loro ruolo nei rapporti con il governatore la offrono i politici di Catanzaro. A partire dal sindaco Sergio Abramo, e le personalità come Piero Aiello che, senza battere i pugni ma usando la testa, nel rispetto dei ruoli istituzionali lavorano preoccupandosi di garantire gli interessi della collettività prima che gli incarichi ad uso personale. Al sindaco Gianni Speranza non mancherà il sostegno qualora decidesse di istituire un Osservatorio istituzionale sulla sanità lametina come interlocutore necessario a risollevare le sorti altrimenti segnate in negativo. Solo così il governatore Giuseppe Scopelliti potrebbe conoscere quello che altri forse nascondono sulla realtà aziendale e riuscire con il piglio che lo vede vincente in altre realtà a garantire buona sanità e conti a posto. E’ sempre questione di qualità della persona prescelta. Anche a Lamezia cambiare si può. Forse si deve. Il percorso istituzionale è essenziale. La rete ospedaliera non si organizza con i sit-in”.

Ruberto (Labor): “Reparto di terapia intensiva neonatale non chiuderà

“La città sta pagando i danni causati dalla Giunta Loiero e dalla mancanza di personale, causa spostamento e mobilità, che ha visto nel corso di questi anni l’arretramento della sanità lametina e il depotenziamento di numerosi reparti”. “Ho avuto più interlocuzioni - prosegue - sia con il governatore Scopelliti che con il direttore generale dell’Asp, Mancuso i quali mi hanno assicurato che la struttura non si chiuderà. Le difficoltà sono dovuti al blocco del personale e al reperimento di esso a causa del Piano di rientro. Tuttavia è stato siglato un accordo per il reperimento di personale con la struttura dell’area di Centro, grazie al quale si copriranno le ore necessarie a mantenere aperta la struttura. Appare, ora più che mai evidente - stigmatizza Ruberto - che la situazione venutasi a creare è frutto delle gravi responsabilità di chi, come il centrosinistra, ha portato la Calabria allo sfascio, costringendoci ad estenuanti gestioni commissariali. E non solo a livello regionale. Di sit-in a Lamezia, a causa dei disastri di questa amministrazione comunale, per esempio, ne potremmo fare uno al giorno. Per quanto ci riguarda ci adopereremo per il rilancio della città di Lamezia facendo la nostra parte e impegnandoci a fondo. La Tin di Lamezia è un fiore all’occhiello dell’intero sistema sanitario calabrese e il nosocomio cittadino vanta al suo interno cotanta professionalità, suffragata dalla presenza di personalità mediche eccellenti che, nel caso della Tin, hanno diretto il reparto e tutt’ora prestano la loro opera. Purtroppo - conclude Ruberto - il territorio lametino sta pagando i disastri delle Giunte di centrosinistra, che hanno illuso il territorio, e che ora risaltano agli occhi dei più, anche per la particolare e critica fase congiunturale economica che stiamo attraversando”.

Gianturco (CasaPound): “Pronti a mobilitarci per difendere il reparto di Terapia intensiva neonatale”

“CasaPound Lamezia Terme - ha dichiarato Gianturco - è pronta a mobilitarsi in difesa del reparto di Terapia intensiva neonatale della città. Ma riteniamo velleitario il tentativo portato avanti ieri dal sindaco Gianni Speranza di ergersi a paladino del nostro Comune, perché la stessa preoccupazione avrebbe dovuto mostrarla da tempo, dal momento che la cancellazione del reparto in questione non è certo una novità dell’ultim’ora”.

“Era noto da tempo - ha aggiunto il responsabile regionale di Cpi - che, nel contesto dei tagli alla sanità, la Terapia intensiva neonatale del Giovanni Paolo II avrebbe sospeso la sua attività. Ciononostante, rare sono state le occasioni in cui la nostra Giunta ha fatto sentire adeguatamente la sua voce contro il governo della nostra Regione e contro il commissario alla sanità Scopelliti”.

“Speriamo - ha concluso Gianturco - che non sia troppo tardi, oggi che la protesta potrebbe vedere protagonisti i cittadini, effettivamente privati ormai di un servizio essenziale nel contesto dell’offerta di una struttura ospedaliera. Non riteniamo opportuno che una famiglia con un neonato in cura ed in pericolo di vita debba spostarsi dalla propria città subito dopo la già traumatica esperienza del parto, senza contare i pericoli che altri hanno opportunamente fatto presente e che potrebbero spingere ad una ulteriore migrazione sanitaria verso la città di Catanzaro”.

Associazione Quartiere Capizzaglie: "Scendere in piazza se non arriveranno notizie sicure"

"L'Associazione Quartiere Capizzaglie ieri pomeriggio con i suoi rappresentanti è stata presente all'incontro che si è tenuto all'ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme dove erano presenti il sindaco Gianni Speranza e la giunta comunale, alcuni consiglieri comunali, i sindacati ospedalieri, comitati, per dire no alla chiusura del reparto di terapia intensiva di neonatologia. Le nostre conclusioni, avendo ascoltato i vari personaggi politici sia di destra che di sinistra, ci porta ad affermare che anzichè essere uniti in un'unica battaglia per salvare il TIN, ognuno rimproverava le colpe del passato. Ma oggi a pagare sono solo i cittadini ed i poveri bimbi che andranno a rischiare la propria salute se davvero a settembre andrà a chiudere definitivamente il reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Oggi l'Associazione Quartiere Capizzaglie lancia un appello a tutte le forze politiche presenti nella nostra città di lasciare stare il loro colore politico e di vestirsi da cittadini lametini, perchè la classe politica che ha ricoperto diversi incarichi istituzioni nei vari enti regionali, provinciali, nazionali, in tutti questi anni non hanno dimostrato nessun attacamento verso il proprio territorio e neanche saperlo diffendere dagli scippi che la città subiva nel corso degli anni così d'aver perso la centralità della stazione ferroviaria, aver perso l'ASL n.6, ecc. Allora, la domanda che ci facciamo è: perché nel contesto dei tagli alla sanità deve essere sempre l'ospedale di Lamezia a pagare? Noi come Associazione, ed in primis come lametini, non riteniamo opportuno che una famiglia con un neonato in cura ed in pericolo di vita debba spostarsi dalla propria città subito dopo la già traumatica esperienza del parto, solo perchè a qualche politico la città di Lamezia Terme gli è antipatica anche se durante le campagne di raccolta voti sono presenti in città a promettere mari e monti. Dopo le elezioni, però, le cose promesse vengono spazzate via anche con un semplice soffio di vento. Il  nostro appello va a tutti i cittadini che tengono a cuore la sanità e le strutture presenti in città. Bisogna scendere in piazza se non arriveranno notizie sicure da parte del Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti e il Commissario alla Sanità Gerardo Mancuso.

 

 

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