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Lamezia Terme – In attesa del pronunciamento definitivo sul ricorso, previsto per il 9 aprile, il sindaco Gianni Speranza, parlando oggi davanti al civico consesso, ha chiesto ai consiglieri di accelerare i tempi per approvare il bilancio consuntivo 2013. Questo sarebbe, infatti, secondo il primo cittadino, un altro piccolo passo necessario per evitare un pronunciamento sfavorevole per la città. “Lamezia non merita il dissesto” ribadisce il sindaco, forte anche delle sue convinzioni dopo l’accoglimento della sospensiva e nonostante si dica di “stato d’animo preoccupato” afferma di essere allo stesso tempo sereno perché “consapevole di battersi per una giusta causa”. Speranza ricorda che ogni cosa che è stata decisa da dicembre a questa parte nelle diverse sedute (bilancio, controdeduzioni e altre misure) ha costituito un piccolo tassello per evitare lo scioglimento del consiglio comunale e la dichiarazione di dissesto. Parla di “situazione di disparità” ricordando nuovamente che per grandi città come Roma, Napoli, Venezia e Catania si stanno pensando interventi di natura finanziaria ad hoc predisposti dal Governo centrale che “è intervenuto direttamente”, nonostante ribadisca che come consiglio è “necessario fare comunque la propria parte”.

I consiglieri che prendono la parola successivamente non seguono un argomento ben preciso (considerando che non esiste un punto all’ordine del giorno) e ognuno divaga e parla di ciò che preferisce, andando anche “fuori tema” rispetto all’argomento dissesto. Spinelli di Lamezia Indipendente ricorda che l’ultima determinazione non revoca la diffida precedente del Prefetto sul dissesto quanto piuttosto la soprassiede, evidenziando che“qualsiasi determinazione sarà presa d’ora in poi sarà a rischio e pericolo di chi la prende” e aggiungendo che ad oggi “rimaniamo ingessati”. Per quanto riguarda il consuntivo, invece, il consigliere di Lamezia indipendente invita tutto il consesso ad aderire alla proposta del sindaco. Armando Chirumbolo (FI), si chiede se effettivamente sarà accolto il ricorso presentato dal nostro Comune, “considerando che su 46 comuni che hanno cominciato l’iter tutti hanno ottenuto la sospensiva mentre alla fine solo otto hanno vinto poi la causa definitiva”. Il consigliere Mazzei (NCD) parla di imposizione di “tasse illegittime” e palesa il suo timore di “non poter usufruire di benefici di cui invece potranno usufruire altri comuni dissestati, come evidentemente prevederà il Governo, perché siamo fuori termine per dichiarare il dissesto”. Il consigliere Paola di Progetto Lamezia concorda con il sindaco che il “primo obbligo stringente è l’approvazione del consuntivo 2013” e concretizzare il mandato elettorale. Rende noto che, come presidente di commissione, ha chiesto all’ufficio di ragioneria di “accelerare i tempi “ e di capire di “quali strumenti abbia bisogno”, chiedendo ai revisori dei conti di “coadiuvare il consiglio in questo passaggio”. Grandinetti del Terzo Polo pone un quesito al Sindaco chiedendo se, nel caso in cui il 9 aprile non dovesse essere accolto definitivamente il ricorso, saranno concessi altri venti giorni affinché il consiglio dichiari il dissesto o il consesso sarà sciolto direttamente. Sul finire della seduta il sindaco chiude la discussione, definendosi “amareggiato” per l’utilizzo di termini da parte di alcuni consiglieri che non contemplati nella relazione della Corte dei Conti. I toni si fanno più concitati e Speranza non ci sta e ribadisce che nella relazione non si parla “né di ammanchi, né di spese folli”. Un atteggiamento, quello dei consiglieri, che secondo il Sindaco non è “oggettivo e attuale” anzi evidenzia quasi come se “si volessero dare argomenti per il futuro” all’organo dei Revisori. Speranza parla di “cattiveria senza limiti” e di “pretesti polemici”. E a chi lo aveva accusato di festeggiare per la sospensiva, risponde che il suo unico desiderio è ricevere “una grande soddisfazione per il 9 aprile”. “Una soddisfazione – aggiunge – in primis per la città e i cittadini”. “Una risposta positiva – conclude – mi sarà utile per un solo motivo: dare un senso al mio intero mandato, dare un senso a tutto quello che ho fatto in nove anni”. 

Claudia Strangis

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